La menopausa a 38 anni non è una menopausa “anticipata”: il documento FIGO e IMS che cambia tutto quello che sappiamo sulla terapia ormonale
C’è un colloquio che si ripete in migliaia di studi medici ogni giorno, in tutto il mondo. Donne di 36, 40, 43 anni — le mestruazioni scomparse da mesi o da un anno, FSH alto, estrogeni bassi; il medico dice: “è una menopausa precoce”. Il consiglio è forse un prodotto locale, forse una terapia a basso dosaggio, forse la rassicurazione che data la giovane età non ci saranno grossi problemi — in realtà ciò che è stato consigliato è un protocollo disegnato per donne di cinquant’anni, applicato a un corpo che avrebbe dovuto avere vent’anni di estrogeni davanti a sé.
Nell’agosto 2026, la Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO) e la International Menopause Society (IMS) hanno pubblicato insieme un position paper che mette nero su bianco quello che la ricerca sosteneva da anni ma la pratica clinica stentava ad adottare: la menopausa precoce e l’insufficienza ovarica prematura non sono varianti anticipate della menopausa normale, e non possono essere gestite con gli stessi strumenti. È un cambio di paradigma, e vale la pena capire cosa significa nella vita concreta delle donne che lo vivono.
Due condizioni, un problema comune: la carenza estrogenica prolungata
Il documento distingue due categorie che spesso vengono confuse anche nella comunicazione medica. L’insufficienza ovarica prematura (POI) è la cessazione della funzione ovarica prima dei 40 anni, e colpisce circa l’11% delle donne. La menopausa precoce (early menopause, EM) è quella che avviene tra i 40 e i 45 anni, e interessa circa il 5% della popolazione femminile. Insieme, rappresentano milioni di donne in tutto il mondo che smettono di produrre estrogeni in modo endogeno in un momento in cui il corpo ne avrebbe avuto bisogno ancora per un decennio o più.
La durata di questa carenza è il dato centrale. Non si tratta solo di sintomi da gestire: l’assenza di estrogeni per dieci, quindici, venti anni in più rispetto a una donna con menopausa fisiologica si traduce in un rischio cumulativo enormemente maggiore di malattie cardiovascolari, fragilità ossea e osteoporosi precoce, declino cognitivo accelerato, disturbi psicologici come ansia e depressione, disfunzioni sessuali, e — dato che dovrebbe togliere ogni ambiguità sulla necessità di agire — una riduzione dell’aspettativa di vita.
Il cambio di paradigma: dalla gestione dei sintomi alla sostituzione ormonale
Qui sta il cuore del position paper è una distinzione che sembra sottile ma cambia tutto nella pratica. Finora la terapia ormonale nella menopausa precoce è stata presentata, prescritta e vissuta come un modo per gestire i sintomi — le vampate, la secchezza, il sonno disturbato. Il documento FIGO-IMS propone un cambio radicale: la terapia ormonale in caso di POI o menopausa precoce va intesa come sostituzione ormonale per prevenire disabilità a lungo termine, non come trattamento sintomatico. La differenza non è semantica: cambia il dosaggio, cambia la durata, cambia il modo in cui la donna viene informata e il modo in cui acconsente.
Le raccomandazioni concrete sono quattro, e meritano di essere lette con attenzione.
Prima: avvio tempestivo. Ogni mese di ritardo nella diagnosi e nella prescrizione è un mese di danno d’organo non prevenuto. I ritardi diagnostici sono ancora frequenti — anche perché i sintomi vengono spesso attribuiti a stress, tiroide, ansia — e il documento chiede con forza che l’iter sia accelerato.
Seconda: dosaggi adeguati. I dosaggi standard pensati per le donne di 50-55 anni sono spesso insufficienti per una donna di 35 o 40. L’obiettivo della terapia in POI e menopausa precoce è replicare i livelli estrogenici fisiologici dell’età fertile, non semplicemente attenuare i sintomi. Questo richiede dosaggi più alti, rivalutati periodicamente.
Terza: durata prolungata. La terapia dovrebbe essere continuata almeno fino all’età media naturale della menopausa — circa 50 anni — e poi rivalutata individualmente. Non interrotta a 45 anni perché “è abbastanza”: continuata, monitorata, adattata.
Quarta: quando la terapia sistemica è controindicata. Avere una controindicazione all’estrogeno sistemico — ad esempio, una storia di carcinoma mammario ormono-sensibile — non elimina la necessità di una gestione attiva a lungo termine. Significa spostare l’attenzione su protezione cardiovascolare, densità ossea, salute cognitiva e trattamento locale dei sintomi genitourinari, con strumenti diversi ma con la stessa urgenza clinica.
Cosa significa per te, se sei in questa situazione
Se hai ricevuto una diagnosi di menopausa precoce o di insufficienza ovarica prematura, e stai usando una terapia ormonale “a basso dosaggio” o non stai usando nulla, questo documento ti dà gli strumenti per chiedere una rivalutazione. Non come atto di sfiducia verso il tuo medico, ma come esercizio di informazione attiva: la ricerca è avanzata, i protocolli cambiano, e avere in mano un position paper firmato da FIGO e IMS ti permette di aprire una conversazione basata sull’evidenza più aggiornata disponibile.
Le conseguenze di una carenza estrogenica non trattata o sottotrattata non si vedono subito, e è proprio questo che le rende pericolose: si accumulano in silenzio su cuore, ossa, cervello e metabolismo per anni, prima che qualcosa diventi visibile negli esami. Il momento per agire è adesso, non quando i danni sono già avvenuti.
Sul piano della salute pelvica e del corpo nella sua interezza, la carenza estrogenica prolungata si manifesta anche con perdita di massa muscolare, modifiche della qualità tissutale pelvica, dolore sessuale, difficoltà nella funzione vescicale e intestinale — tutti ambiti in cui la fisioterapia pelvica può offrire supporto concreto, integrato alla terapia medica. Se vuoi capire come si collega il tuo quadro ormonale alla tua salute pelvica e muscolare, sono disponibile per una valutazione e per impostare il miglior trattamento possibile per garantirti di stare bene ancora per tanto tempo.
Silvia – La Dottoressa Solare
Fonte scientifica: Benedetto C, Khadilkar SS, Nappi RE, Genazzani AR, Frezet F, Cucinella L, Divakar H, Anagnostis P, Panay N. Hormone therapy (HT) in women with premature ovarian insufficiency or early menopause: time to think of a new paradigm for healthy aging. A joint FIGO and IMS position paper. Climacteric 2026;29(4):487–506. https://doi.org/10.1080/13697137.2026.2691828







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