TENOLISI. CHE INTERVENTO E’? COSA SI FA DOPO?

L’intervento di tenolisi consiste in una procedura di pulizia del/dei tendini da ciò che gli impedisce di muoversi correttamente.

Questa settimana vi voglio raccontare qualche breve informazione che, spero possa essere utile per capire meglio cosa sia questo tipo di intervento, quando serve e la riabilitazione che ne segue.

In questo specifico articolo farò riferimento ai tendini della mano poichè sono decisamente “il mio forte”.

QUANDO?

Questo tipo di intervento può essere utile quando il tendine, per diverse motivazioni di base, non ha più la possibilità di scorrere in maniera corretta, ovvero perde la sua funzione di movimento  delle articolazioni.

La causa più frequente di questo mancato scorrimento è una cicatrice, che sia a seguito di un precedente trauma, già del tendine, o magari dopo una frattura; la cicatrice non è altro che un tessuto di riparazione rigido la cui crescita non è sempre ben ordinata, ma a volte abbondante; questa formazione poco ordinata può coinvolgere più tessuti legandoli tra loro e non lasciandoli liberi di muoversi in maniera indipendente.

Il tendine per funzionare correttamente deve avere un piano di scorrimento libero e potersi muovere in maniera precisa e autonoma.

COME VIENE ESEGUITO L’INTERVENTO?

Il chirurgo esegue un’incisione cutanea in corrispondenza della presunta aderenza, ma, nonostante si cerchi di limitare la ferita, spesso si deve ricorrere ad incisioni abbastanza estese per essere certi di “pulire” completamente il tendine ed eliminare l’impedimento.

Durante l’intervento il tendine viene completamente ripulito da tutto il tessuto in eccesso.

COSA SI DEVE FARE DOPO?

Considerato il motivo dell’intervento, ovvero una aderenza, è essenziale iniziare a far muovere il tendine nell’immediato post-opertorio, quindi nelle prime 24 ore; è importante non tenere fermo il tendine per troppo tempo per non favorire la formazione di una cicatrice che possa nuovamente impedire lo scorrimento; solo in alcune specifiche e rare situazioni è necessario osservare un periodo di riposo, nella maggior parte dei casi si inizia immediatamente.

So che molti di voi penseranno che in realtà bisognerà attendere la guarigione delle ferite prima di muovere le dita, la risposta è assolutamente NO! I chirurghi eseguono le suture in maniera magistrale, garantendo la possibilità di iniziare ad eseguire i movimenti già dalle prime ore in totale sicurezza, ovviamente con l’assistenza di un terapista preparato.

Il programma riabilitativo è decisamente intensivo e spesso accompagnato dall’utilizzo di tutori dinamici, per questo motivo deve essere impostato e seguito da fisioterapisti preparati su questa tipologia di rieducazione.

I RISULTATI

Generalmente il risultati dopo questa procedura sono ottimi, una volta liberato il tendine dall’impedimento, lo scorrimento è completo e di conseguenza anche il movimento, con un ottimo intervento e un’ ottima fisioterapia il gioco è fatto!

Il mio consiglio rimane sempre quello di affidarsi a mani decisamente competenti, è un intervento importante e deve essere eseguito in maniera perfetta.

Silvia

http://www.centropascal.it

Vedi anche:

Fisioterapia post-tenolisi alle dita. Un programma specifico?

 

2 risposte a “TENOLISI. CHE INTERVENTO E’? COSA SI FA DOPO?”

  1. Buongiorno,mi chiamo ugo,ma come si pensa di togliere le aderenze se poi la cicatrice stessa dopo l intervento ne crea altre!!dopo tre interventi di tenolisi estensori piede sx e terapie immediate non ho risolto nulla,anzi peggiorato!si spera in medici o tecniche migliori 😦

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    1. Avatar salutecuriosa

      Buongiorno Ugo, la gestione della formazione della nuova cicatrice è proprio il cuore del programma riabilitativo post intervento di tenolisi. Diciamo che la cicatrice che si è formata la prima volta dopo un trauma ha una attività sicuramente più importante di quella a seguito di una tenolisi che è proprio un intervento di pulizia, non di rimozione, sutura o riparazione; in ogni caso, la prevenzione da una nuova possibile aderenza, prevede l’inizio di una mobilizzazione controllata nelle prime 24 ore post intervento, una gestione accurata dell’edema e del sanguinamneto post operatorio, nonché del dolore, per consentire al tendine pulito di scorrere il più possibile liberamente. Di solito il programma riabilitativo prevede esercizi di mobilizzazione attiva e passiva ogni ora durante il girono e con almeno 2 sveglie durante la notte. Il risultato ottenuto dal chirurgo il sala operatoria è il massimo possibile, lo scopo nelle ore e giorni successivi è quello di mantenere quell’escursione del tendine, considerando una piccola perdita normale.
      Un altro tassello importante è la tempistica chirurgica, solitamente un intervento di tenolisi viene eseguito solo dopo almeno 5 o 6 mesi dalla prima riparazione e non viene ripetuto prima di altri 6 mesi e solo dopo un attenta valutazione della situazione e delle condizioni che hanno portato a questa nuovo problema.
      Seguendo tutte queste indicazioni, nella mia esperienza decennale, ho visto veramente pochissimi pazienti avere uno scarso risultato, sicuramente ho la fortuna di lavorare con ottimi chirurghi; detto questo non possiamo dimenticarci la variabile delle guarigione personale, ogni organismo guarisce in maniera diversa e su questa predisposizione purtroppo non possiamo intervenire in alcun modo se non adattando la fisioterapia.
      L’ultima riflessione riguarda la storia clinica, il tipo di trauma precedente, i danni ad esso collegati, eventuali patologie concomitanti, la motivazione della persona, la condizione generale di salute e molto altro ancora.
      Ogni intervento è una esperienza a sé con pro e contro.
      Spero possa trovare una buona strada per la soluzione, o quanto meno il miglioramento, del Suo problema. Silvia

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About Me

Sono Silvia, Fisioterapista e Life Coach, ciò che mi piace di più fare nella vita è incontrare le persone e accompagnarle nel percorso del benessere con il sorriso e con il meraviglioso supporto della natura.

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