L’unico consiglio che ti hanno dato
«Stringi e molla.»
Se hai mai parlato di perdite di urina, pesantezza pelvica o dolore al tuo medico, è probabile che tu abbia ricevuto esattamente questo consiglio. L’unico strumento che hai avuto è stato cercare online e magari hai trovato solo “esercizi di Kegel” e nient’altro.
E se non ha funzionato? Probabilmente ti sei detta che stavi sbagliando qualcosa, che serviva costanza che magari non facevano per te.
Non è così.
Il problema non è la tua costanza, è che quel consiglio, da solo, racconta solo una piccola parte della storia.
Cosa dice davvero la ricerca nel 2025
A novembre 2025 è stata pubblicata sull’International Urogynecology Journal una revisione sistematica con meta-analisi che ha analizzato 14 studi randomizzati controllati su 797 donne con incontinenza urinaria da sforzo.
L’obiettivo era preciso: confrontare l’efficacia delle contrazioni isolate del pavimento pelvico con quella di approcci alternativi — yoga, Pilates, respirazione diaframmatica, stabilizzazione lombo-pelvica, movimento integrato.
Il risultato?
Efficacia equivalente.
Le donne che avevano lavorato su respirazione, postura e movimento integrato mostravano gli stessi miglioramenti — sia sui sintomi che sulla qualità della vita — di quelle che avevano eseguito contrazioni isolate del perineo. E tutte, indipendentemente dall’approccio scelto, stavano significativamente meglio rispetto a chi non aveva fatto nulla.
Nessun effetto avverso riportato in nessuno degli studi, zero.
Perché il pavimento pelvico non lavora mai da solo!
Questo dato scientifico non sorprende chi lavora con una visione integrata del corpo, il pavimento pelvico non è un muscolo isolato che si allena con un esercizio isolato.
È parte di un sistema.
Un sistema fatto di quattro strutture che lavorano in continua coordinazione:
- il diaframma (il muscolo principale della respirazione)
- gli addominali profondi (in particolare il trasverso dell’addome)
- i multifidi (stabilizzatori profondi della colonna)
- il pavimento pelvico stesso
Ogni volta che respiri, questo sistema si attiva, ogni volta che tossisci, starnutisci, sollevi qualcosa, cammini, il sistema risponde come unità. Se uno dei quattro elementi è disfunzionale, gli altri compensano e la compensazione, nel tempo, crea sintomi.
Lavorare solo sulle contrazioni del perineo senza considerare il respiro, la postura e il movimento è come accordare una sola corda di uno strumento e chiedersi perché la musica non suona bene.
Cosa funziona allora
La ricerca ci dice che funzionano gli approcci che lavorano su questo sistema nella sua interezza, in pratica:
La respirazione diaframmatica insegna al pavimento pelvico a rispondere in modo coordinato, si abbassa con l’inspirazione, risale con l’espirazione. Quando questo ritmo è alterato, tutto il sistema ne risente.
Il movimento consapevole, che sia yoga, Pilates o stabilizzazione lombo-pelvica, allena il controllo neuromotorio, la postura e la gestione della pressione addominale. Tutte competenze che il perineo da solo non può acquisire.
La respirazione somatica aggiunge un livello ulteriore: lavora sul sistema nervoso, riduce la tensione cronica dei tessuti, migliora la percezione corporea. Perché spesso il problema non è un pavimento pelvico debole, è un pavimento pelvico che non sa più rilassarsi.
Quando fare da sola non basta — anzi, partiamo da qui
Il movimento consapevole e la respirazione sono strumenti potenti, ma c’è un passaggio che consiglio sempre, prima di qualsiasi esercizio in autonomia: una valutazione fisioterapica.
Perché senza una mappa, rischi di lavorare alla cieca.
Una valutazione ti permette di sapere con precisione come risponde il tuo pavimento pelvico, dove c’è tensione, dove manca tono, come si coordina con il respiro. Con quella consapevolezza in mano, ogni esercizio, che tu lo faccia in studio, online o da sola a casa, diventa più efficace e più sicuro.
È il punto di partenza che consiglio a tutte: non solo a chi ha sintomi evidenti, ma anche a chi vuole semplicemente capire il proprio corpo meglio e lavorarci in modo intelligente.
Se riconosci uno di questi segnali, la valutazione è ancora più urgente:
- perdite di urina con sforzi minimi o frequenti
- sensazione di pesantezza o pressione in zona pelvica
- dolore durante i rapporti o nella zona vulvare
- post-parto o post-chirurgia pelvica
- nessun miglioramento dopo settimane di esercizi in autonomia
- difficoltà a percepire il pavimento pelvico, sia in contrazione che in rilassamento
In tutti questi casi — e non solo — il primo passo è sapere da dove si parte.
Il mio approccio: il corpo come sistema
Lavoro come fisioterapista specializzata in salute pelvica femminile, e da anni il mio approccio si basa esattamente su questa visione: il corpo è un sistema, e il pavimento pelvico ne è una parte, non la totalità.
Il Metodo VIVA nasce da questa convinzione, integra la fisioterapia pelvica con la respirazione somatica e un approccio corporeo che considera postura, movimento, ciclo e sistema nervoso. Non perché sia una filosofia alternativa, ma perché è quello che la fisiologia insegna.
Questa ricerca del 2025 non ha fatto altro che confermare, con dati su 797 donne, quello che osservo ogni giorno in studio.
Da dove iniziare
Se vuoi iniziare a lavorare su questo sistema — respiro, pavimento pelvico, consapevolezza corporea — inizia a guardare le guide pensata esattamente per te.
Sono ebook che ti accompagnano passo dopo passo. li trovi qui sul sito
Se invece senti che è il momento di un confronto diretto, guarda i miei percorsi e conosciamoci, parliamo del tuo corpo, della tua storia, e capiamo insieme qual è il punto di partenza più giusto per te.
Il tuo pavimento pelvico non ha bisogno di più contrazioni. Ha bisogno del contesto giusto.
Silvia – La dottoressa solare.







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