Ecco come l’Ipersensibilità Viscerale e il Nervo Vago Influenzano la Sindrome dell’Intestino Irritabile: Scopri le Nuove Strategie Terapeutiche.

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L’ipersensibilità viscerale è un termine che potrebbe suonare poco familiare, ma il suo impatto sulle problematiche intestinali è profondo e spesso sottovalutato. Questa condizione è strettamente legata alla sindrome dell’intestino irritabile (IBS), un disturbo gastrointestinale funzionale che affligge milioni di persone in tutto il mondo, causando dolore addominale, gonfiore e alterazioni delle abitudini intestinali.

Nonostante l’assenza di lesioni visibili nel tratto intestinale, i pazienti con IBS sperimentano una sensibilità esagerata agli stimoli viscerali, come il normale processo digestivo.

Questo fenomeno, conosciuto come ipersensibilità viscerale, gioca un ruolo chiave nel perpetuare e intensificare i sintomi dell’IBS. In questo nuovo articolo, esploreremo come questa ipersensibilità influenzi il benessere intestinale e discuteremo le possibili strategie per gestire e alleviare i sintomi, offrendo un approccio più completo e personalizzato alla cura di questa complessa condizione.

L’ipersensibilità viscerale è una caratteristica distintiva di tutti i sottotipi della sindrome dell’intestino irritabile (IBS). Questo fenomeno, documentato in circa il 61% dei pazienti con IBS, si manifesta come una reazione esagerata del colon agli stimoli viscerali, che viene percepita dal cervello come dolore.

Sebbene non sia ancora chiaro dove si trovino esattamente le anomalie lungo il percorso viscerale, si ritiene che queste siano responsabili dell’ipersensibilità osservata nei pazienti con IBS.

L’ipersensibilità viscerale (VHS) gioca un ruolo chiave nella patogenesi dell’IBS, poiché è definita come un’aumentata percezione degli stimoli meccanici applicati all’intestino, che si manifesta con dolore e disagio. Nei pazienti con VHS, il dolore addominale è spesso attribuito alla ritenzione intraluminale di gas o contenuti solidi e allo stress meccanico sulla parete intestinale. Inoltre, è stato osservato che i pazienti con IBS tendono a riferire un dolore più intenso e un’urgenza maggiore a causa di una soglia di dolore alla distensione del colon inferiore rispetto ai soggetti sani.

Studi recenti hanno mostrato che nei pazienti con IBS di tipo D (diarrea predominante) vi sono alti livelli di prostaglandina E2 (PGE2) nel colon, accompagnati da un aumento dell’espressione del gene della cicloossigenasi-2 (COX2). Inoltre, è stata rilevata una maggiore presenza di triptasi, istamina e altre sostanze bioattive nel materiale fecale dei pazienti. Questi risultati suggeriscono che la PGE2, prodotta dalle cellule mastocitarie del colon, attiva i recettori EP2 nelle fibre sensoriali sottomucose dei gangli delle radici dorsali (DRG), trasmettendo segnali nocicettivi al midollo spinale, un meccanismo cruciale per l’induzione dell’ipersensibilità viscerale.

L’infiammazione cronica e di basso grado della mucosa intestinale, combinata con fattori di stress, può portare a un’ipersensibilità viscerale del tratto gastrointestinale inferiore. Alcuni studi hanno confermato una correlazione positiva tra i livelli di interleuchina-6 nel plasma e i livelli di ormone adrenocorticotropo (ACTH) stimolati dal fattore di rilascio della corticotropina (CRH) nei pazienti con IBS.

Queste evidenze sottolineano l’importanza dell’ipersensibilità viscerale nella comprensione e nel trattamento della sindrome dell’intestino irritabile, offrendo spunti per sviluppare nuove strategie terapeutiche mirate a modulare questa sensibilità e migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Il Nervo Vago

L’ipersensibilità viscerale gioca un ruolo cruciale nella sindrome dell’intestino irritabile (IBS), ma ciò che molti non sanno è come il nervo vago, un importante canale di comunicazione tra intestino e cervello, sia in grado di riconoscere le modifiche nella microflora intestinale e trasmettere queste informazioni al sistema nervoso centrale. Le alterazioni nella composizione della flora intestinale sono spesso legate allo sviluppo di malattie intestinali, ma i meccanismi precisi che conducono a tali patologie restano in gran parte sconosciuti.

Il nervo vago è capace di percepire queste alterazioni grazie alla sua interazione con le molecole segnalatrici e il riconoscimento degli epitopi batterici da parte delle cellule immunitarie della mucosa e dell’epitelio intestinale.

La comunicazione tra cervello e microflora è bidirezionale, avviene attraverso diversi canali, inclusi il nervo vago stesso, il midollo spinale, vie ormonali, immunologiche e metaboliche.

La disbiosi della microflora intestinale può causare un aumento della permeabilità intestinale, disturbi della motilità, ipersensibilità viscerale e, in alcuni casi, contribuire allo sviluppo di disturbi d’ansia o depressione. Studi preclinici su modelli animali hanno dimostrato che il microbiota intestinale gioca un ruolo fondamentale nell’ipersensibilità viscerale.

Ad esempio, la somministrazione di antibiotici nei primi anni di vita può causare un’esacerbazione a lungo termine del dolore viscerale nei topi adulti, alterando il microbiota intestinale.

Anche negli esseri umani, la manipolazione del microbiota attraverso l’uso di probiotici ha dimostrato di ridurre il dolore viscerale e il gonfiore addominale nei pazienti con IBS. La fermentazione impropria nel colon, spesso causata da infezioni intestinali o dall’uso di antibiotici, può peggiorare i sintomi, come gonfiore e dolore addominale, portando a un aumento del disagio generale.

Il nervo vago, quindi, non solo funge da via di comunicazione tra intestino e cervello, ma la sua stimolazione, attraverso metodi non invasivi o minimamente invasivi come l’agopuntura, potrebbe ripristinare l’equilibrio della microflora intestinale e migliorare i sintomi legati all’IBS.

Questa connessione tra stimolazione del nervo vago e salute intestinale rappresenta un campo promettente di ricerca per sviluppare nuove terapie per le malattie gastrointestinali.

Le terapie

Ora parliamo di terapie: come possiamo migliorare l’ipersensibilità viscerale e la funzionalità del nervo vago per agire sull’intestino?

Sicuramente attraverso l’alimentazione e l’uso di integratori a base di microrganismi strategici e oli essenziali. Tuttavia, il vero segreto risiede nell’aggiungere una componente terapeutica dedicata al miglioramento della comunicazione tra intestino e cervello. Questo può essere fatto con l’ipnosi specifica per l’intestino, abbinata a esercizi di rilassamento e respirazione che stimolano la funzionalità del nervo vago.

Ma come è possibile fare tutto ciò? È fondamentale essere guidati, almeno all’inizio, per ottenere un trattamento preciso e personalizzato. Una volta appresi gli esercizi e la modalità, sarà sempre più facile agire in autonomia.

Le sedute di ipnosi sono organizzate in modo strategico: si inizia con una fase di rilassamento, che prepara la mente alla parte creativa e trasformativa della sessione. Gli esercizi di respirazione, invece, consistono in sessioni guidate con diverse modalità e frequenze di respiro, utilizzando anche diverse posizioni fisiche. Questo approccio aiuta a migliorare la funzionalità del muscolo diaframmatico, spesso bloccato per vari motivi, e la funzionalità del nervo vago.

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Tia spetto, e fammi sapere cosa ne pensi.

La Dottoressa Solare.

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About Me

Sono Silvia, Fisioterapista e Life Coach, ciò che mi piace di più fare nella vita è incontrare le persone e accompagnarle nel percorso del benessere con il sorriso e con il meraviglioso supporto della natura.

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