Se hai già partecipato a una delle mie sessioni di respiro somatico, forse ti sei chiesto perché do tanta importanza alla musica. Non è un semplice sottofondo, non è una playlist generica presa da Spotify. Ogni brano, ogni ritmo, ogni frequenza viene scelto con un’intenzione precisa.
La musica che accompagna il tuo respiro è parte integrante del processo, perché parla direttamente al corpo, al sistema nervoso, e perfino alle tue cellule.
Sì, hai letto bene: le cellule rispondono alla musica. E non in modo metaforico o poetico, ma proprio biologicamente.
Il potere nascosto delle vibrazioni
Tutto inizia da un principio affascinante chiamato accoppiamento elettro-conformazionale: significa che i campi di energia vibrazionale armonica possono cambiare la forma e la funzione delle proteine sulle membrane cellulari. In parole semplici, quando siamo immersi in un campo di frequenze armoniche — come accade ascoltando musica che ci fa sentire al sicuro — le cellule percepiscono l’ambiente come favorevole.
E quando si sentono al sicuro, abbandonano la modalità “allerta” (stress) per entrare in quella di crescita, riparazione e rigenerazione.
Non è una teoria campata in aria. Studi di frontiera come quelli del musicista e bioenergetico francese Fabien Maman, condotti in collaborazione con la biologa Hélène Grimal, hanno dimostrato che certe frequenze sonore possono perfino distruggere selettivamente cellule tumorali, lasciando intatte quelle sane. Un risultato che, anche se ancora oggetto di dibattito, apre scenari affascinanti sulla musica come medicina vibratoria.
Quando la musica guida il movimento e il respiro
Un altro studio, stavolta dell’Università del Colorado, ha dimostrato che sincronizzare il movimento al ritmo musicale migliora la coordinazione muscolare e il tono dell’umore. Ecco perché, durante una sessione di respiro somatico, il ritmo musicale non è mai casuale: si intreccia con il ritmo del respiro, lo sostiene, lo modula, lo trasforma.
Ma cosa succede davvero quando ascolti musica che ti risuona dentro? Succede che il tuo cervello rallenta. Le onde cerebrali si armonizzano. Il battito cardiaco si regolarizza. La tensione muscolare cala. Il tuo corpo si riorganizza in uno stato di coerenza. È un ritorno all’equilibrio.
La musica come forma fisica del suono
Negli anni ’60, il medico svizzero Hans Jenny condusse una serie di esperimenti rivoluzionari. Posò polveri sottili su piastre metalliche e fece passare sotto di esse suoni a frequenze precise. Le polveri prendevano forma, danzavano, si disponevano in geometrie perfette: spirali, mandala, disegni identici a quelli che troviamo in natura.
È da qui che nasce la Cimatica, la scienza che studia la forma del suono. Jenny arrivò a ipotizzare che ogni cellula abbia una sua frequenza specifica, e che la vita stessa si organizzi a partire da vibrazioni. La musica, quindi, è qualcosa di molto più profondo di una melodia: è una forma visibile di energia ordinatrice.
E se ti dicessi che la Terra… ha un battito?
La chiave di tutto, forse, è questa: la Terra vibra. Letteralmente. Tra la crosta terrestre e la ionosfera si propaga una frequenza naturale — scoperta nel 1952 dal fisico tedesco W. O. Schumann — che pulsa a 7,83 Hz.
Questa è conosciuta come Risonanza di Schumann, e incredibilmente coincide con le onde cerebrali alfa, quelle che si attivano durante stati meditativi, di rilassamento profondo, creatività e presenza.
Ti suona familiare?
È lo stesso stato che cerchiamo di raggiungere proprio durante una sessione di respiro somatico.
C’è di più. Quando la musica che ascolti ha una struttura ritmica coerente con queste frequenze — ad esempio brani a 117 battiti per minuto, dove le note in sedicesimi corrispondono a 7,83 Hz — il cervello si sincronizza, entra in risonanza. Ed ecco che ti senti in flow, in connessione con te stesso, con il mondo, con qualcosa di più grande.
Perché nella mia selezione musicale nulla è lasciato al caso
La musica che utilizzo nelle sessioni di breathwork non viene scelta perché “piace”. La scelgo perché risuona con il sistema nervoso, con il cuore, con la Terra stessa.
Si parte da frequenze lente, attorno ai 60 BPM, che favoriscono onde theta e rilascio di memorie profonde. Poi si sale gradualmente, fino a 117 BPM, per stimolare stati alfa e aprire canali di intuizione e guarigione. Alla fine si torna giù, con suoni più morbidi, per integrare l’esperienza.
Preferisco strumenti acustici, suoni caldi, arpeggi, flauti, voci eteree, percussioni tribali. Ogni pezzo è scelto per sostenere il ciclo del respiro, amplificare le sensazioni e portare il corpo verso uno stato di equilibrio profondo.
Il tuo corpo sa. La tua mente lo segue.
Non serve capire tutto a livello razionale. Il tuo corpo sente quando una musica è giusta per te.
Lo percepisce nel respiro che si fa più ampio, nel cuore che rallenta, nella mente che smette di correre.
E quella sensazione di pace che senti alla fine della sessione non è suggestione: è biologia in armonia con la vibrazione.
Viviamo in un mondo saturo di segnali artificiali, di rumori, di “elettrosmog” che spesso ci disconnettono da quella frequenza naturale con cui siamo nati. Il respiro somatico, unito alla musica giusta, è una strada per riconnetterti alla tua natura più profonda — e, perché no, al battito antico della Terra.
In conclusione
Respirare e ascoltare musica non è un’esperienza passiva. È un atto di risonanza.
Durante le mie sessioni, ogni nota che ascolti è lì per un motivo: accompagnarti, proteggerti, risvegliare ciò che dentro di te ha solo bisogno di essere risintonizzato.
Siamo esseri vibranti, nati da un’armonia cosmica.
La musica ci ricorda ciò che abbiamo sempre saputo: che il benessere, la guarigione e la connessione iniziano da un respiro… e una frequenza.
Tutte le musiche che utilizzo fanno parte di una selezione studiata appositamente da Niraj Naik, il creatore del metodo Somabreath, la mia scuola di respirazione somatica. Anche tutti i concetti di base fanno capo a questa metodica di climi sono letteralmente innamorata e che devi assolutamente provare.
Ti aspetto alla prossima sessione per provare di persona cosa vuol dire tutto questo.
La Dottoressa solare.







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