Durante il mio recente corso, ho avuto l’opportunità di approfondire un concetto affascinante che si applica tanto alla medicina quanto alla vita di tutti i giorni. Si parla spesso dell’importanza dell’empatia nel mondo della salute e nei rapporti interpersonali, riconosciuta come una qualità preziosa per una buona cura. E se elevassimo il discorso alla compassione?
La compassione, a volte interpretata erroneamente con un senso di pessimismo o pietismo, è in realtà ben più di un semplice “poverino”.
Definiamo i Termini
Empatia è la capacità di percepire, comprendere e rispecchiare le emozioni altrui. Si distingue in:
- Empatia emotiva: sentire emotivamente ciò che prova un’altra persona.
- Empatia cognitiva: comprendere intellettualmente i sentimenti e i pensieri altrui.
L’empatia permette di “mettersi nei panni” dell’altro, offrendo una profonda comprensione delle sue esperienze.
Compassione, invece, va oltre l’empatia. Non si limita a percepire il dolore altrui, ma include un forte desiderio di alleviare o ridurre tale dolore. È un’emozione che spinge all’azione, mirata al benessere dell’altro.
Empatia vs Compassione nella Pratica Medica
Mentre l’empatia condivide emozioni, la compassione incanala queste emozioni in azioni concrete volte al miglioramento del benessere. Quale qualità preferiresti nel medico o nel professionista sanitario che si prende cura di te?
Personalmente, opterei per la compassione, mi viene in mente un vecchio dettoche non so da chi ho imparato, ma che a mia mamma piace molto: “Il medico pietoso fa la piaga puzzolente”. Questo adagio sottolinea l’importanza di un approccio attivo nella cura: è essenziale essere ascoltati e compresi, ma è altrettanto cruciale essere stimolati verso la guarigione.
Io non mi ero mai soffermata su questa distinzione, ma in effetti credo sia un concetto davvero importante, questo è il motivo per cui a volte ti capiterà di relazionarti con professionisti sanitari che ti daranno anche quel “calcetto” di cui hai bisogno per iniziare il tuo processo di guarigione, quel calcetto che ci evita di pensare: “poverino”, ma che invece ci permette di spronarti ad aiutarci nel tuo percorso di guarigione. Sì, perchè la guarigione e il benessere sono sempre personali, non esistono imposizioni o pillole magiche o mani magiche, esiste sempre la volontà di stare bene, associata alla migliori indicazioni cure possibili.
Cosa ne pensi? Che tipo di medico preferiresti avere al tuo fianco?
La dottoressa solare.







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