Perché viviamo ancora con questo retaggio dell’anteguerra?”, mi chiedo spesso, riferendomi all’idea diffusa che per ogni dolore, specialmente per il mal di schiena, la soluzione sia automaticamente il nuoto. Nonostante il movimento in acqua sia effettivamente benefico per molti aspetti, è essenziale distinguere tra nuoto e semplici esercizi in acqua.
L’acqua è fantastica per l’attività fisica: alleggerisce il peso corporeo, riducendo il carico sulle articolazioni e offrendo resistenza, il che facilita e rende più efficaci i movimenti. Tuttavia, il nuoto, specialmente per chi non è tecnicamente preparato, può non essere la panacea che molti credono.
Perché il nuoto potrebbe non essere ideale?
- Spalle: Il movimento ampio durante il nuoto può essere stressante, specialmente senza una tecnica adeguata.
- Colonna cervicale: La respirazione nel nuoto richiede movimenti che possono stressare questa delicata area.
- Colonna lombare: Mantenere una corretta posizione galleggiante senza sforzare la lombare può essere difficile.
- Ginocchia: Stili come la rana possono causare movimenti innaturali delle ginocchia, potenzialmente problematici.
Di fronte a questi potenziali problemi, suggerisco di considerare l’acquagym o altri esercizi in acqua, che si rivelano estremamente utili per alleviare dolori a schiena, spalle e ginocchia, puntando più sulla cura che sulla performance.
Certamente, se il nuoto è una passione e ti serve come antistress, non sono qui per scoraggiarti. Tuttavia, è importante non considerare il nuoto come una cura universale per il mal di schiena. Esercizi mirati in acqua, sotto la guida di un esperto, possono offrire benefici più specifici e sicuri.
Vuoi saperne di più? Eccoti un estratto di un articolo che esplora in dettaglio i benefici dell’attività fisica in acqua rispetto al nuoto tradizionale.
“Il dolore lombare (LBP) rappresenta un disturbo muscoloscheletrico estremamente diffuso, che incide notevolmente sulla salute globale e comporta significativi costi economici. Nonostante il 85% dei casi sia classificato come non specifico, ossia non riconducibile a una patologia precisa, il problema tende spesso a cronicizzarsi, con una notevole percentuale di pazienti che continua a soffrirne anche a distanza di un anno dal primo episodio. Le linee guida attuali suggeriscono l’esercizio fisico come trattamento principale, pur non essendoci consenso su quale tipo di attività sia più efficace. Tuttavia, sia gli esercizi a terra che quelli in acqua si sono dimostrati utili per alleviare il dolore e migliorare la funzionalità muscolare.
Studi recenti evidenziano l’importanza di interventi mirati sui muscoli glutei per prevenire e trattare il LBP, suggerendo che un’adeguata attività muscolare è cruciale per prevenire l’atrofia muscolare e ridurre il rischio di dolore. L’esercizio in ambiente acquatico offre vantaggi unici, quali la riduzione del carico su colonna e articolazioni grazie alla galleggiabilità e alla pressione idrostatica, favorendo equilibrio e controllo del dolore. Questi benefici rendono l’acqua un’opzione ideale soprattutto nelle fasi iniziali della riabilitazione o per chi ha difficoltà con gli esercizi a terra.
Nonostante ciò, la letteratura su questi approcci è ancora limitata, specialmente per quanto riguarda gli esercizi in acqua per persone con LBP cronico. È evidente la necessità di studi più approfonditi per definire meglio l’efficacia degli esercizi specifici e per ottimizzare le prescrizioni riabilitative. Questo miglioramento nella raccolta dei dati potrebbe influenzare significativamente le scelte terapeutiche dei fisioterapisti e degli altri professionisti della salute, contribuendo a migliorare la qualità della riabilitazione acquatica e, potenzialmente, gli esiti per i pazienti.
Il protocollo per la selezione degli esercizi e la raccolta dei dati è stato condotto in una piscina coperta, dove i partecipanti hanno eseguito venti esercizi, sei dei quali distinti per il lato destro e sinistro. Prima della raccolta dati principale, i partecipanti hanno eseguito esercizi a terra per calibrare i sensori EMG. Durante il test, sono state eseguite dieci ripetizioni per ciascun esercizio, registrando intensità dell’esercizio, percezione dello sforzo e livello di dolore. I risultati sono stati analizzati per identificare le ampiezze medie e di picco dell’EMG. Questo studio mira a fornire dati validi e affidabili sull’attività muscolare durante esercizi riabilitativi acquatici per individui con dolore lombare cronico.
Questo studio innovativo confronta l’attività muscolare di tronco e glutei in diversi esercizi acquatici per persone con dolore lombare cronico (CLBP), utilizzando una metodologia rigorosa per creare un set di dati ampio e dettagliato che include 26 esercizi e 14 muscoli, oltre a dati su dolore, sforzo e intensità dell’esercizio. I risultati di questo studio forniscono una base solida per guidare la prescrizione e la progressione di programmi di esercizio acquatici, contribuendo significativamente al miglioramento della riabilitazione del CLBP.
L’analisi dei dati EMG ha rivelato che esercizi specifici per i muscoli glutei, come l’abduzione/adduzione e l’estensione/flessione dell’anca, mostrano una maggiore attività muscolare, specialmente quando eseguiti a ritmi più elevati che aumentano la resistenza dell’acqua. Questi movimenti, sebbene possano essere impegnativi a terra per via del dolore o della difficoltà, risultano più gestibili in acqua, dove il rischio di cadute è annullato e il dolore significativamente ridotto.
Gli esercizi di squat, per esempio, attivano efficacemente i muscoli estensori della schiena, e sono particolarmente raccomandati per il loro alto impatto sui muscoli erettore della spina e multifido. Interessante notare che l’Esercizio 4, che include flessioni delle braccia, ha mostrato un’attività muscolare particolarmente alta, suggerendo che la combinazione di movimenti contribuisca significativamente all’efficacia dell’esercizio.
Per quanto riguarda i muscoli addominali, spesso deboli nei soggetti con CLBP, gli esercizi che utilizzano supporti come i noodle e che implicano movimenti delle gambe mentre si è supini sull’acqua si sono rivelati molto efficaci. Tali esercizi non solo attivano intensamente i muscoli addominali ma sono anche associati a bassi livelli di dolore, rendendoli ideali per l’inclusione in programmi di riabilitazione.


Infine, lo studio sottolinea l’importanza di considerare variazioni individuali nella prescrizione degli esercizi, suggerendo che future ricerche dovrebbero esplorare come differenti resistenze possano influenzare gli esiti del trattamento, e ampliare i campioni di ricerca per includere una maggiore diversità di partecipanti. Questo approccio personalizzato potrebbe portare a miglioramenti più significativi e duraturi per i pazienti con CLBP.
Questo studio ha esaminato 26 esercizi acquatici riabilitativi per persone con dolore lombare cronico (CLBP). La maggior parte degli esercizi non ha provocato dolore, un aspetto cruciale nella scelta dell’ambiente di esercizio per questi pazienti. Gli esercizi di abduzione/adduzione e estensione/flessione dell’anca si sono rivelati particolarmente efficaci per attivare i muscoli glutei e spesso anche il multifido. Vari tipi di squat, alcuni con flessione delle spalle, hanno aumentato l’attività degli estensori della schiena, mentre gli esercizi che utilizzano supporti galleggianti hanno stimolato i muscoli addominali. Queste informazioni possono aiutare i fisioterapisti a personalizzare i programmi di esercizi, selezionando e variando le attività in base alle esigenze individuali.”
Come sempre, sono qui per aiutarti a navigare tra i miti e le realtà del benessere fisico. Tu hai mai provato esercizi in acqua per i tuoi dolori? Qual è stata la tua esperienza? Raccontamelo nei commenti.
La Dottoressa solare.
The WATER study: Which AquaTic ExeRcises increase muscle activity and limit pain for people with low back pain? Stelios G. Psycharakisa, Simon G.S. Colemana, Linda Lintonb, Stephanie Valentin. Physiotherapy 116 (2022) 108–118







Lascia un commento