Connessioni Inaspettate: Capire il Dolore Lontano dalla Sua Origine.

“Silvia, come è possibile che io avverta dolore alla gamba e tu mi dica che il problema potrebbe non essere nella gamba stessa?” Ti è mai capitato di trovarti in una situazione simile?

Nel campo della riabilitazione, è comune incontrare casi in cui il dolore si manifesta in zone che non corrispondono direttamente alla struttura problematica. Questo fenomeno si verifica spesso con la spalla, la colonna vertebrale e persino con i muscoli in generale.

Ma come è possibile? Questo avviene perché il nostro corpo è straordinariamente complesso e meraviglioso, e nonostante i progressi, ci sono ancora aspetti del funzionamento del corpo umano che stiamo cercando di comprendere completamente. È proprio questa complessità che rende il nostro lavoro così affascinante, trasformando ogni caso in un vero e proprio rompicapo da risolvere.

Oggi, voglio esplorare con voi la differenza tra dolore radicolare, radicolopatia e dolore riferito:

  • Dolore radicolare: si tratta di un dolore che origina dalla radice di un nervo, spesso scatenato da stress meccanici o condizioni infiammatorie.
  • Radicolopatia: è una patologia specifica della radice nervosa, una forma di neuropatia che si manifesta con sintomi neurologici chiari, come deficit sensoriali, motori e diminuzione dei riflessi. Può includere anche il dolore radicolare.
  • Dolore riferito: questo tipo di dolore è particolare perché non deriva dalla stimolazione delle radici nervose. È un dolore che si manifesta lontano dalla struttura problematica originale e può essere scatenato sia da cause interne sia esterne.

Interessante, vero?

Come sempre, voglio condividere con voi un estratto da un articolo scientifico molto recente che approfondisce questo tema.

“Nel campo del dolore somatico, i medici sono spesso esperti nel riconoscere e trattare il dolore radicolare e il dolore neuropatico. Tuttavia, il dolore riferito, che si manifesta in aree distanti dalla lesione originale e può essere accompagnato da iperalgesia secondaria e cambiamenti trofici, rimane meno compreso e rappresenta un vero enigma clinico. Tipicamente, il dolore localizzato nelle aree dei dermatomeri, ovvero le regioni del corpo innervate da specifici nervi periferici, viene classificato come dolore radicolare o neuropatico.

Nel 2011, l’Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore (IASP) ha sottolineato l’importanza di una corretta definizione del dolore agli arti inferiori, specificando che dovrebbe essere chiaramente identificato come dolore riferito o radicolare. Questa distinzione è cruciale non solo per gli arti inferiori, ma per la diagnosi di dolore in tutte le aree somatiche, al fine di guidare in modo appropriato le strategie di trattamento.

Il dolore somatico può originarsi non solo da problemi locali nei tessuti, ma anche da disfunzioni in aree distanti del corpo, come la colonna vertebrale e le strutture neuromuscolari. Il “dolore riferito” descrive una condizione in cui il dolore si manifesta in regioni lontane dal luogo di origine dello stimolo nocivo e non è legato alla stimolazione delle radici dei nervi.

Questo tipo di dolore può essere innescato sia da cause interne sia da stimoli esterni, come dimostra il fatto che può essere provocato in individui sani mediante l’iniezione di soluzione salina ipertonica. Interessante è notare che il dolore riferito non deriva direttamente da danni meccanici o infiammatori ai nervi, né da neuromi o lesioni a livello dei nervi periferici o centrali. In alcuni casi particolari, come in pazienti con lesioni spinali o membri amputati, il dolore riferito è stato indotto stimolando aree vicine.

La presenza di dolore riferito è piuttosto comune e varia significativamente; per esempio, tra il 17% e l’84% dei pazienti con mal di schiena riferisce di esperienze di dolore riferito. Nonostante sia oggetto di studi da tempo, mancano ricerche su larga scala e la prevalenza di questo fenomeno nella popolazione generale è ancora largamente ignota.

Il dolore riferito di solito emerge dopo che il dolore locale è stato avvertito per un certo periodo di tempo. Questo tipo di dolore è spesso descritto come sordo, dolorante, fastidioso, perforante o pressante e può essere accompagnato da iperalgesia secondaria e cambiamenti trofici. Tipicamente, una volta che si manifesta, il dolore riferito tende a localizzarsi stabilmente in una regione specifica, seguendo un modello preciso di diffusione. A differenza del dolore radicolare, il cui percorso e origine sono più chiaramente definiti, localizzare l’esatta area di origine del dolore riferito è complicato a causa della complessa convergenza dei neuroni afferenti. Sebbene sia possibile identificarlo entro un’area ampia con un centro ben definito, definirne i confini è spesso difficile.

I modelli di dolore riferito non sono uniformi tra i diversi pazienti o disfunzioni, e a differenza del dolore radicolare, il dolore riferito non segue i dermatomeri, mostrando una chiara differenza tra i due.

D’altra parte, il dolore neuropatico, spesso risultato di disturbi che influenzano il sistema nervoso somatosensoriale, è caratterizzato da allodinia e iperalgesia, distribuiti lungo i dermatomeri innervati dai nervi periferici. Il dolore radicolare si verifica quando scariche anomale provenienti da nervi o gangli della radice dorsale affetti stimolano il dolore, come nel caso di un disco erniato che comprime la radice spinale provocando dolore lungo l’arto inferiore. Questo tipo di dolore è solitamente risolto con la rimozione del tessuto del disco erniato e può accompagnarsi a deficit neurologici quali diminuzione della forza muscolare, indebolimento dei riflessi e intorpidimento specifico nell’area del dermatomeri interessato. Studi preclinici su animali hanno chiarito la relazione neurofisiologica tra il dolore radicolare e i nervi coinvolti.

Nonostante le differenze tra dolore riferito e radicolare siano ben documentate, come individuare precisamente il dolore riferito e distinguerlo dal dolore radicolare rimane un’area che necessita di ulteriori studi.

Ecco un confronto semplificato tra il dolore riferito e il dolore radicolare basato sulle loro caratteristiche:

Dolore Riferito

  • Qualità: Sordo, dolorante, roditore, fastidioso, perforante, pressante.
  • Sintomi Concomitanti: Iperalgesia secondaria, cambiamenti trofici.
  • Modello di Distribuzione: Colpisce un’area ampia con un centro o nucleo identificabile, ma i confini sono difficili da definire.

Dolore Radicolare

  • Qualità: Lancinante, acuto, elettrico, come una scossa.
  • Sintomi Concomitanti: Intorpidimento, riduzione della forza muscolare, riflessi indeboliti.
  • Modello di Distribuzione: Viaggia lungo la lunghezza dell’arto inferiore in una fascia stretta, tipicamente non più larga di 2-3 pollici.

In questa mini-recensione, abbiamo esplorato i modelli e le caratteristiche del dolore riferito proveniente dalle strutture somatiche. La somiglianza tra il dolore riferito e il dolore neuropatico periferico complica notevolmente la diagnosi di questo tipo di dolore. Si ipotizza che meccanismi come la sensibilizzazione centrale e i riflessi periferici possano essere alla base dello sviluppo del dolore riferito. Altre teorie scientifiche propongono che la convergenza degli afferenti sensoriali a livello sottocorticale e la dicotomizzazione degli stessi afferenti possano giocare un ruolo chiave.

Un’altra sfida è rappresentata dalla sovrapposizione delle aree di dolore riferito derivanti da diverse strutture somatiche, che rende difficile determinare le origini primarie del dolore. In ambito clinico, tecniche come il blocco locale e la radiofrequenza sono frequentemente impiegate nella diagnosi e nel trattamento del dolore riferito, sebbene queste metodologie presentino un alto tasso di falsi positivi.

Considerando la complessità delle patologie coinvolte, le manifestazioni variabili e i modelli di distribuzione non uniformi, il trattamento del dolore riferito continua a rappresentare una significativa sfida clinica.

Come ben sapete, mi piace estrarre indicazioni pratiche dalle informazioni scientifiche per renderle accessibili a tutti. Quindi, cosa possiamo portare a casa di utile da questo approfondimento?

È fondamentale non limitarsi a considerare solo la zona dove si manifesta il dolore, ma anche valutare possibili strutture distanti che potrebbero essere coinvolte. Questo consiglio vale sia per noi professionisti del settore sia per i pazienti, che quando si trovano dal medico o dal fisioterapista dovrebbero sentirsi liberi di comunicare ogni sensazione e ogni sintomo passato, senza timore di essere irrilevanti o di non essere presi sul serio. Spesso, le parole usate per descrivere un dolore o una condizione sono per noi chiavi di lettura preziose, che possono accendere “lampadine” di fondamentale importanza.

Commenta con la tua esperienza personale; potrebbe essere di grande aiuto per molti altri.

La Dottoressa solare.

Referred pain: characteristics, possible mechanisms, and clinical management. Qianjun Jin , Yuxin Chang , Chenmiao Lu , Lunhao Chen and Yue Wang.

Front Neurol 2023 Jun 28:14:1104817

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Sono Silvia, Fisioterapista e Life Coach, ciò che mi piace di più fare nella vita è incontrare le persone e accompagnarle nel percorso del benessere con il sorriso e con il meraviglioso supporto della natura.

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