Vertigini e Collo: Scopri il Legame e le Soluzioni Riabilitative Efficaci.

Questa settimana desidero affrontare un tema comune ma spesso avvolto in una nebbia di incertezza, un problema che porta molte persone da uno specialista all’altro senza trovare una soluzione definitiva: le vertigini e i giramenti di testa.

Prima di immergermi in questo affascinante argomento, lascia che ti racconti un episodio accaduto di recente. “Silvia, ho un problema. Da una settimana a questa parte, mi succede qualcosa di strano. Mi sono svegliata un mattino con una vertigine e una nausea così intense da impedirmi di muovermi con sicurezza. Non avevo mai sperimentato questi sintomi prima, sebbene abbia avuto problemi al collo in passato. Proprio prima di questo episodio avevo avvertito un leggero dolore al collo, ma nulla di allarmante. Eppure, ora, non appena mi sdraio, il mondo inizia a girare, e lo stesso accade quando muovo la testa.

Pensando a un possibile caso di labirintite, ho consultato un otorinolaringoiatra, che ha escluso problemi all’orecchio, attribuendo i miei sintomi a una contrattura dei muscoli cervicali. Il mio medico di base ha suggerito di fare una radiografia alla colonna cervicale per escludere altre anomalie.”

Dalla radiografia è emersa una rettilinizzazione del tratto cervicale, segni di artrosi e una riduzione dello spazio vertebrale tra le ultime vertebre cervicali, suggerendo il sospetto di una protrusione o ernia disc (che tuttavia non può essere confermata da una Rx). Il risultato più allarmante, a detta del radiologo, è stato il rischio associato alla rettilinizzazione del tratto cervicale, che potrebbe causare uno stiramento del midollo spinale con conseguenze gravi.

Di fronte a queste informazioni, il medico ha consigliato una visita specialistica con un Neurochirurgo. Tuttavia, il neurochirurgo ha rapidamente scartato problemi alla colonna, suggerendo che il vero problema fosse l’orecchio e raccomandando una seconda opinione da un altro otorino, poiché il primo sembrava non aver compreso il problema.

Immagina la frustrazione e l’incertezza che la mia amica sta vivendo di fronte a queste diagnosi contrastanti. Cosa si può fare in una situazione simile?

Personalmente, nel campo della riabilitazione, le vertigini sono spesso associate a problemi cervicali. Ma, come ben sai, la medicina è in continua evoluzione, e anche io ho pensato di essermi persa qualche scoperta recente. Ho trovato un articolo molto interessante sull’argomento, di cui ti allego l’estratto, per discuterne insieme e trarre alcune indicazioni pratiche alla fine.

“Le vertigini sono tra le cause più frequenti di consultazione medica negli adulti, descrivendo una varietà di sensazioni come vertigini, disequilibrio e leggerezza alla testa. Secondo la Società Internazionale Bárány per la NeuroOtologia, vertigini e capogiri sono considerati sintomi indipendenti. Una vasta osservazione clinica ha rivelato che le vertigini cervicogeniche rappresentano il 89% dei casi di capogiri, con la spondilosi cervicale che emerge spesso come una causa comune tra gli anziani. Questo tipo di vertigini, spesso risultato di lesioni cervicali come il colpo di frusta, presenta sfide diagnostiche e terapeutiche, con la vertigine cervicogena propriocettiva riconosciuta come la forma più comune e accettata.

Il sistema sensorimotorio comprende componenti afferenti, efferenti e di elaborazione, con la propriocezione definita come la nostra “sesta sensazione”, che include la percezione del movimento, la sensazione di forza e la consapevolezza della posizione delle articolazioni. I proprioettori situati in articolazioni, muscoli, tendini e pelle sono essenziali per la coordinazione occhio-testa e il mantenimento della postura. Essi forniscono informazioni vitali sull’orientamento della testa e servono come riferimento per i recettori visivi e vestibolari. I fusi neuromuscolari e gli organi tendinei di Golgi reagiscono rispettivamente ai cambiamenti nella lunghezza e nella tensione dei muscoli. È noto che i recettori articolari propriocettivi funzionano come sensori dei limiti di movimento delle articolazioni, influenzando significativamente il controllo della muscolatura tramite il sistema gamma dei fusi muscolari. Anche piccoli movimenti delle articolazioni cervicali superiori possono provocare importanti variazioni nella frequenza di scarica degli afferenti dei fusi muscolari, sottolineando l’importanza dei recettori proprioettivi cervicali nel controllo posturale e nei movimenti occhio-testa.

La colonna cervicale, dotata di sofisticati propriocettori, svolge un ruolo cruciale nel sistema sensorimotorio, integrando informazioni con i sistemi vestibolare e visivo per coordinare i movimenti di testa, occhi, collo e corpo. Disturbi nella trasmissione o nell’integrazione di queste informazioni possono causare vertigine cervicogenica, che emerge da incongruenze sensoriali tra i suddetti sistemi. Anomalie lungo i percorsi neurali possono alterare gli input propriocettivi, portando a vertigine e instabilità.

Spasmi o affaticamento dei muscoli del collo possono modificare la propriocezione e il controllo posturale, influenzando la sensibilità dei propriocettori cervicali. Inoltre, il dolore al collo può indurre deficit propriocettivi e tensione muscolare, con effetti duraturi sulla propriocezione anche dopo la riduzione del dolore. Problemi come il trauma cervicale, come le lesioni da colpo di frusta, possono danneggiare i propriocettori cervicali e alterare l’input propriocettivo, mentre le malattie degenerative cervicali possono contribuire a dolori al collo, affaticamento muscolare e vertigini.

I recettori delle articolazioni cervicali, importanti per la percezione del limite articolare e il controllo dell’attività muscolare anticipatoria, possono essere influenzati dal dolore o da lesioni, impattando così sul controllo posturale e sui movimenti oculari. In sintesi, la comprensione e il trattamento efficace della vertigine cervicogenica richiedono una valutazione accurata dei disturbi propriocettivi e del loro impatto sui sistemi sensoriali integrati.

La vertigine cervicogenica spesso si accompagna a sintomi come palpitazioni, nausea e vomito, legati a disordini del sistema nervoso autonomo. Ricerche neuroanatomiche hanno rivelato connessioni neurali tra diversi nuclei del cervello, inclusi il nucleo vestibolare e il nucleo parabrachiale. Questo implica che un disallineamento tra i sistemi sensoriali del collo, degli occhi e dell’equilibrio possa disturbare le funzioni di queste aree cerebrali, causando anomalie nella regolazione simpatica che si manifestano con sintomi gastrointestinali e cardiovascolari. Inoltre, l’attivazione eccessiva del sistema simpatico può ridurre la sensibilità dei recettori del movimento nei muscoli del collo, compromettendo la propriocezione.

I Criteri Diagnostici sono:

A. Prove cliniche, di laboratorio e/o di imaging di un disturbo o lesione nella colonna cervicale o nei tessuti molli del collo noti per poter causare vertigini.

B. Coincidenza temporale tra l’apparizione o l’intensificarsi del dolore al collo e delle vertigini.

C. Prove dimostrate da almeno due dei seguenti:

  1. Le vertigini si sono sviluppate in relazione temporale all’insorgenza del disturbo cervicale o all’apparizione della lesione.
  2. Le vertigini sono significativamente migliorate o risolte parallelamente al miglioramento o alla risoluzione del disturbo cervicale o della lesione.
  3. Almeno due test diagnostici clinici (test di torsione cervicale, errore di posizionamento dell’articolazione cervicale, o posturografia) risultano positivi.
  4. Le vertigini sono eliminate dopo un blocco diagnostico di una struttura cervicale o del suo apporto nervoso.
  5. D. Esclusione di altre possibili fonti di vertigini, incluse le patologie vestibolari, visive, del sistema nervoso centrale o psicosomatiche.

Note:

  1. I reperti di imaging anormali della colonna cervicale sono comuni in persone senza vertigini; sono indicativi ma non forniscono prove eziologiche esatte.
  2. Tumori, fratture, infezioni e artrite reumatoide della colonna cervicale non sono stati formalmente validati come cause di vertigini, ma sono accettati per soddisfare il criterio A in casi individuali.

Trattamento: la vertigine cervicogenica dovrebbe essere trattata nello stesso modo del dolore al collo. I trattamenti indicati sono: Trattamento conservativo, Trattamento farmacologico, Fisioterapia, Agopuntura, Trattamento chirurgico, Fisioterapia.

Trattamento fisioterapico: la fisioterapia mira principalmente a ridurre il dolore al collo, la rigidità e gli spasmi muscolari per migliorare l’attività e la funzionalità del paziente. Si rivela un trattamento efficace per i pazienti che soffrono di vertigine cervicogenica, specialmente in presenza di colpo di frusta o patologie degenerative del collo. Studi come quello di Bittar et al. hanno dimostrato che i cerotti termici, fornendo un flusso continuo di calore, possono rilassare i muscoli tesi e risultare benefici. Altri studi hanno evidenziato che interventi combinati di educazione terapeutica ed esercizio fisico possono ridurre significativamente i sintomi di vertigine e disabilità del collo. L’uso di dispositivi di trazione per ripristinare la curvatura cervicale si è dimostrato vantaggioso nel lungo termine, suggerendo che un approccio fisioterapico ben strutturato può portare a miglioramenti duraturi.

La terapia manuale, in particolare, ha mostrato di essere un intervento efficace, con studi e revisioni sistematiche che ne confermano i benefici nel trattare la vertigine cervicogenica. Questo tipo di terapia aiuta a ripristinare il normale movimento delle articolazioni del collo, alleviando il dolore e riducendo la tensione muscolare, facilitando così il recupero delle funzioni propriocettive e biomeccaniche. La riabilitazione vestibolare, che migliora il sistema vestibolo-cerebellare, è spesso combinata con la terapia manuale per trattare efficacemente la vertigine cervicogenica, come suggerito da Yacovino e Hain, rendendo questo approccio il più indicato per questi casi.

Conclusioni: ogni disturbo o lesione del collo può causare vertigini. La causa più convincente delle vertigini cervicogeniche è un disallineamento sensoriale tra l’input propriocettivo anormale del collo, dovuto a trauma, spasmi muscolari o patologie degenerative, e gli input provenienti dai sistemi vestibolare e visivo durante l’integrazione delle informazioni a più livelli nel sistema nervoso centrale. La diagnosi di vertigini cervicogeniche propriocettive si basa su caratteristiche cliniche, test diagnostici e l’esclusione di altre possibili cause di vertigini. Il trattamento delle vertigini cervicogeniche propriocettive è simile a quello del dolore cervicale, con la terapia manuale raccomandata come approccio principale.”

Eccoci di nuovo insieme dopo questo esplorativo viaggio nel mondo della scienza. Devo confessarti che la lettura dell’articolo mi ha rincuorato: sono ancora aggiornata e le mie conoscenze sono ben salde. È chiaro, come riconfermato nell’articolo, che problemi alla colonna cervicale e al collo possono effettivamente causare vertigini e capogiri. Importante, come ben evidenziato, è effettuare una diagnosi differenziale per escludere altre condizioni che potrebbero presentare sintomi simili. Una volta identificata l’origine, il focus del trattamento riabilitativo si sposta sul collo, sia per quanto riguarda la colonna vertebrale sia per la muscolatura. E come possiamo intervenire? Attraverso esercizi specifici per migliorare la propriocezione e trattamenti manuali per ripristinare una buona condizione muscolare.

Detto questo, emerge chiaramente l’utilità della fisioterapia in questi contesti. E tu, hai mai sperimentato questi sintomi? Ti sei mai interrogato sulla loro causa? Hai avuto un’esperienza simile a quella della mia amica?

La Dottoressa solare.

Proprioceptive Cervicogenic Dizziness: A Narrative Review of Pathogenesis, Diagnosis, and Treatment. Yongchao Li, Liang Yang, Chen Dai, Baogan Peng. J; Clin. Med. 2022, 11, 6293.

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Sono Silvia, Fisioterapista e Life Coach, ciò che mi piace di più fare nella vita è incontrare le persone e accompagnarle nel percorso del benessere con il sorriso e con il meraviglioso supporto della natura.

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