Demistificare l’Ipnosi: Come la Terapia Ipnotica Può Trattare la Sindrome dell’Intestino Irritabile nel 2024.

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Le problematiche intestinali sono un argomento sempre attuale, e gli studi in questo campo continuano a crescere. Ancora non conosciamo a fondo il nostro addome, i nostri visceri, il loro funzionamento e l’impatto che hanno sul nostro benessere.

È indubbio che l’intestino non si limiti a compiti di assorbimento ed eliminazione, ma svolga un ruolo cruciale per l’intero benessere del corpo (se ti sei perso gli articoli precedenti, ti consiglio di recuperarli!). Di conseguenza, chi soffre di problemi intestinali spesso affronta numerose difficoltà, e posso dirlo per esperienza personale.

Come abbiamo esplorato negli articoli precedenti, l’alimentazione è senza dubbio essenziale nella gestione dell’intestino, così come lo è la cura del microbiota intestinale. Tuttavia, abbiamo più volte accennato anche all’importante relazione tra mente e intestino. Quindi, perché non considerare anche l’approccio mentale per la cura dell’intestino?

Qui entra in scena l’ipnosi, che devo ammettere mi sta affascinando sempre di più! Di seguito, ti presento come al solito un estratto di un interessante articolo sull’ipnosi come trattamento per la sindrome dell’intestino irritabile.

“La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) affligge circa il 10% della popolazione globale, presentando una sfida significativa nella gestione clinica a causa della complessità della sua fisiopatologia. Elementi quali la motilità gastrointestinale, la sensibilità viscerale e le anomalie del microbioma intestinale sono spesso implicati. L’ampia varietà di influenze, inclusi i fattori dietetici e psicologici, rende difficile trovare un trattamento farmacologico efficace che possa indirizzare simultaneamente più aspetti della sindrome. Tuttavia, una promettente alternativa terapeutica è emersa attraverso la nostra ricerca sull’ipnosi focalizzata sull’intestino (GFH), che ha mostrato non solo di migliorare i sintomi psicologici, ma anche di modulare la fisiologia gastrointestinale. I nostri studi clinici indicano che la GFH migliora significativamente i sintomi dell’IBS in adulti e bambini e si è rivelata efficace anche per altre patologie gastrointestinali funzionali. Nonostante il sostegno delle linee guida del NICE nel Regno Unito e una risposta al trattamento costantemente elevata, l’accettazione dell’ipnoterapia rimane limitata a causa di pregiudizi e scetticismo, sia nella comunità medica che tra il pubblico. Riteniamo essenziale incoraggiare ulteriori ricerche e promuovere l’accettazione dell’ipnoterapia come trattamento legittimo, soprattutto considerando l’importanza crescente delle percezioni e delle aspettative dei pazienti riguardo ai loro trattamenti.

Nel trattamento dell’IBS tramite ipnoterapia, denominata Gut Focused Hypnosis (GFH), i pazienti possono ricevere fino a 12 sessioni, sebbene alcuni concludano anticipatamente avendo raggiunto benefici significativi. Il trattamento, condotto individualmente dallo stesso terapeuta, inizia con una consultazione iniziale per introdurre i concetti di GFH e spiegare come l’immaginazione possa influenzare la fisiopatologia dell’IBS. Successivamente, l’ipnoterapia viene indotta attraverso tecniche standard come la chiusura degli occhi e il rilassamento muscolare progressivo, mirando a permettere al paziente di controllare la propria funzione intestinale. Il trattamento può variare in durata a seconda dei bisogni del paziente, con alcuni che trovano sei sessioni altrettanto efficaci quanto dodici, specialmente nei casi più gravi che possono richiedere sessioni aggiuntive.

Il testo discute le sfide e i pregiudizi nell’accettazione dell’ipnoterapia come trattamento per la sindrome dell’intestino irritabile (IBS), nonostante le prove sostanziali dei suoi benefici. L’ipnoterapia, utilizzata inizialmente nel 1984, migliora non solo i sintomi dell’IBS ma anche condizioni psicologiche come ansia e depressione. Nonostante ciò, l’adozione da parte della medicina convenzionale è stata lenta, in parte a causa dello scetticismo sul suo uso per condizioni mediche anziché psicologiche.

Il testo sottolinea come l’ipnoterapia abbia mostrato un miglioramento consistente nei sintomi dell’IBS, con una percentuale di successo del 70-76% nei pazienti trattati. Tuttavia, persiste una significativa resistenza nell’accettazione dell’ipnoterapia, influenzata anche dalle opinioni del pubblico e dei professionisti sanitari, molti dei quali sono scettici o disinformati riguardo ai benefici dell’ipnoterapia.

Importante è l’aspetto della percezione dei pazienti riguardo all’ipnoterapia. Prima del trattamento, molti pazienti sono scettici e potrebbero non considerare l’ipnoterapia senza essere informati da un centro che offre tale opzione. Tuttavia, l’atteggiamento dei pazienti cambia positivamente dopo il trattamento, anche se non ha successo, suggerendo un riconoscimento dei suoi benefici oltre la semplice gestione dei sintomi dell’IBS.

Il documento riflette anche sull’importanza di includere le prospettive dei pazienti nelle valutazioni dei risultati degli studi clinici, soprattutto per trattamenti comportamentali come l’ipnoterapia, dove i benefici possono estendersi oltre la sola riduzione dei sintomi, influenzando positivamente vari aspetti della vita dei pazienti. Infine, il testo chiama a una maggiore ricerca, in particolare studi randomizzati controllati, per confermare e ampliare la comprensione degli impatti dell’ipnoterapia sull’IBS e altre condizioni.”

Cosa ne dici? Ora, credo che il punto chiave qui sia sfatare alcuni miti sull’ipnosi. Siamo spesso ancora influenzati dai ricordi di ipnosi spettacolari viste in televisione, in cui alle persone veniva fatto fare cose strane, come addormentarsi o galleggiare nell’aria. Bene, lascia che ti dica che nel 2024 l’ipnosi è qualcosa di molto diverso.

L’ipnosi è essenzialmente una focalizzazione intensa del pensiero su un solo aspetto, permettendo alla mente di isolarsi e, con la guida di un terapista, seguire un percorso mirato a raggiungere un obiettivo specifico in base alle esigenze della persona.

In realtà, tutti noi viviamo quotidianamente momenti di “ipnosi” autoindotta, come quando perdiamo la cognizione del tempo facendo qualcosa che ci assorbe completamente, o quando immaginiamo le possibili conseguenze di un’azione, o quando dimentichiamo di fare qualcosa che avevamo programmato. Queste sono tutte condizioni di “trance” che sperimentiamo nella vita di tutti i giorni.

Nel contesto terapeutico, queste immagini o stati di focalizzazione sono direzionati per conseguire un obiettivo ben definito.

Ecco tutto! Pensavi fosse qualcosa di diverso? Fammi sapere quale idea hai dell’ipnosi, cosa pensi che sia e come immagini che si svolgano le sedute. E tu? Saresti interessato a sperimentare i suoi benefici? Scrivimi!

La Dottoressa Solare.

Hypnotherapy for irritable bowel syndrome: patient expectations and perceptions. Anne-Sophie Donnet, Syed Shariq Hasan and Peter J. Whorwell; Ther Adv Gastroenterol 2022, Vol. 15: 1–12

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Sono Silvia, Fisioterapista e Life Coach, ciò che mi piace di più fare nella vita è incontrare le persone e accompagnarle nel percorso del benessere con il sorriso e con il meraviglioso supporto della natura.

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