Ho un eroe in casa. La sfida di essere la sua mamma.

Nel tentativo di capire meglio la situazione, ho deciso di chiedere a Massimiliano, di dare un’occhiata più approfondita alla lastra, la sua reazione era carica di preoccupazione, ma ha affrontato l’argomento con delicatezza, spiegandomi che la situazione potrebbe rivelarsi meno grave del previsto, ma che non potevamo escludere ipotesi più serie. Così, direttamente al telefono, abbiamo fissato una risonanza magnetica con contrasto per giovedì, subito dopo aver effettuato un esame del sangue preparatorio.

Decisi di gestire le informazioni con cautela, scegliendo di non discuterne con altri familiari fino a quando non avessi avuto dati più concreti, non volevo generare ansia inutilmente; sarebbe stato meglio procedere un passo alla volta.

Con questa strategia in mente, sono tornata da Pietro, mantenendo un atteggiamento sereno e rassicurante. Gli ho spiegato che, dopo aver consultato i diversi medici, era emerso chiaramente un problema al ginocchio, come Stefano aveva sospettato, ho ribadito la necessità di una risonanza per definire esattamente il problema. Con Gabry, al suo rientro dal lavoro, ho adottato un approccio simile, menzionando la possibile problematica al menisco e l’imminente risonanza, sottolineando come il nostro accesso diretto all’ospedale facilitasse le procedure, senza rivelare la mia apprensione per la natura sospetta della situazione.

A casa, la divisione tra chi nel mondo della medicina ci lavora e chi no è netta. Mia mamma, mio fratello Paolo e io siamo immersi in questo ambiente, mentre gli altri si affidano di solito alla nostra esperienza senza fare troppe domande. Tecla, però, grazie alla sua curiosità e al fascino per i medical drama, è leggermente più informata, pur restando una spettatrice.

Mi tornano in mente i ricordi di mio papà, che è mancato dieci anni fa a causa di un tumore del colon. La sua malattia è stata un percorso lungo quattro anni, vissuto con incredibile coraggio e forza. Nonostante fosse un padre severo, è stato un esempio di integrità e dolcezza, specialmente verso mia mamma, che ha sempre sostenuto con gratitudine e amore. La sua assenza è una ferita che non si è mai realmente rimarginata, e nei momenti di difficoltà, come questo, sento profondamente la sua mancanza. Avrei voluto poterlo abbracciare, sentirmi sicura e ascoltare le sue parole di incoraggiamento, ricordandomi che qualsiasi cosa fosse accaduta, l’avremmo affrontata insieme. Ora, però, tocca a me trovare la forza di andare avanti, portando con me l’eredità del suo coraggio e determinazione.

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About Me

Sono Silvia, Fisioterapista e Life Coach, ciò che mi piace di più fare nella vita è incontrare le persone e accompagnarle nel percorso del benessere con il sorriso e con il meraviglioso supporto della natura.

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