“Silvia, sto diventando matta, la notte è un incubo: non riesco a chiudere occhio a causa del formicolio incessante alle dita.”
Esploriamo insieme la situazione di questa signora.
Due mesi fa, è stata sottoposta a un intervento chirurgico per una frattura del radio (polso), causata da una caduta. L’operazione ha richiesto l’inserimento di una placca con viti per stabilizzare la frattura, consentendo così l’immediato inizio della fisioterapia, al fine di ottimizzare i tempi di recupero.
Il recupero della funzionalità di mano e polso è stato veloce; la paziente ha mostrato grande impegno, seguendo scrupolosamente tutti gli esercizi e le indicazioni fornite.
Tuttavia, già un mese dopo l’intervento, ha iniziato a riferire episodi di formicolio e una certa insensibilità alle dita, descrivendole come se non fossero più le stesse. Naturalmente, alcuni disagi sono attesi nelle prime fasi del processo di guarigione, considerando il trauma subìto dall’arto.
Ma, a due mesi di distanza, la situazione si è cristallizzata, presentando sintomi ben definiti: formicolio notturno costante alle prime tre dita e al palmo della mano, perdita di sensibilità nelle stesse dita anche di giorno e difficoltà nella presa.
Cosa potrebbe essere successo? A cosa si possono ricondurre questi sintomi?
Probabilmente ti sarà balenato il pensiero della Sindrome del Tunnel Carpale, quel famoso “non sarà mica il tunnel carpale?” che tanti si pongono. Ebbene, sì, il tunnel carpale esiste in tutti noi, essendo un passaggio anatomico situato al livello del polso, attraverso il quale passano i tendini che permettono la chiusura delle dita e il nervo mediano.
Il nocciolo della questione è il nervo; i problemi nascono solitamente dall’infiammazione dei tendini, che, ingrossandosi, occupano tutto lo spazio nel tunnel carpale, comprimendo così il nervo mediano e provocando il tipico formicolio.
E cosa c’entra tutto ciò con la signora e la sua frattura?
La placca viene posizionata proprio sulla porzione terminale del radio, esattamente dove i tendini responsabili della chiusura delle dita si muovono avanti e indietro, passando sotto il tunnel carpale. Questi tendini, oltre ad essere stati spostati durante l’intervento per posizionare la placca, vengono subito sollecitati dalla mobilizzazione delle dita, sottoposti quindi a un notevole sforzo. Trauma, chirurgia, mobilizzazione precoce e formazione di cicatrici provocano stimoli infiammatori sui tendini, oltre a contribuire al gonfiore, ulteriore causa di riduzione dello spazio e infiammazione generale.
Queste condizioni hanno probabilmente favorito lo sviluppo della Sindrome del Tunnel Carpale in questa paziente.
E adesso? Non succede a tutti, in effetti. Di solito, il corpo gestisce bene la situazione. Ma, a volte, a causa della conformazione anatomica specifica, possono verificarsi questi problemi.
La strategia d’intervento prevede la riduzione dell’infiammazione, il medico specialista valuterà la possibilità di impostare una terapia farmacologica; mentre dal punto di vista riabilitativo utilizzeremo: ghiaccio, modifica degli esercizi, riposizionamento del tutore notturno se necessario, esercizi specifici per il nervo e possibili terapie fisiche ed eventualmente l’applicazione di Kinesiotape.
Un consiglio fondamentale: dimenticate quelle benedette palline spesso consigliate per la riabilitazione della mano.
E se i sintomi persistono? Normalmente, il corpo necessita di almeno 6 mesi per riprendersi completamente da un trauma e un intervento del genere. Non bisogna allarmarsi, ma avere pazienza con le terapie e fiducia nelle straordinarie capacità di recupero del nostro corpo. Se il disagio dovesse continuare, lo specialista, ovvero il chirurgo della mano, potrà valutare la necessità di un esame elettromiografico e, basandosi sui risultati, decidere per un eventuale intervento chirurgico. Un’operazione per liberare il tunnel carpale che, se eseguita da mani esperte, è sicura, rapida e promette un veloce recupero.
Hai mai sentito parlare di esperienze simili? Parlami della tua storia, sono curiosa di ascoltarti.
La dottoressa solare.







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