Ho un eroe in casa. La sfida di essere la sua mamma.

Con entrambi sapevo che sarei dovuta essere molto “soft” nello spiegare la situazione e i passi da compiere, dopo cena, abbiamo condiviso un momento sul divano per discutere insieme della situazione. Con delicatezza, ho spiegato a Pietro e Gabriele ciò che l’ortopedico aveva osservato: una possibile scoliosi in rapida evoluzione o un problema di anca con dismetria della gamba. L’importanza di fare delle radiografie per capire meglio il problema era chiara, ma ho evitato di menzionare qualsiasi suggerimento sull’abbandonare il basket.

Pietro è scoppiato in lacrime, le sue paure si stavano materializzando, l’idea di un lungo infortunio, proprio quando si presentava l’opportunità di dimostrare il suo valore nel campionato, lo ha devastato. “Come farò? Non potrò più giocare, non riuscirò a stare al passo con i miei compagni, è finita,” ripeteva tra i singhiozzi.

Sentirlo così disperato mi ha colpito al cuore, ero proprio lì accanto a lui, l’ho stretto forte e, guardandolo negli occhi, gli ho fatto una promessa: avrei fatto di tutto per riportarlo in campo, non avevo idea delle sfide che avremmo dovuto affrontare per mantenere quella promessa, ma in quel momento, con tutto il cuore, gli ho assicurato che avrebbe continuato a inseguire il suo sogno e avrei fatto qualsiasi cosa per renderlo fattibile. E’ stata la promessa più grande che gli abbia mai fatto fino ad ora, non sapevo ancora neanche lontanamente cosa avrei dovuto affrontare per mantenerla, non potevo immagina attraverso quali prove saremmo dovuti passare, ma con il cuore in mano, da mamma e da fisioterapista in quel momento non potevo che dargli tutta la forza del mondo e fargli capire che io sarei sempre stata con lui per permettergli di vivere il suo sogno.

Questo impegno non nasceva solo dall’istinto materno, ma anche dalla mia professionalità, credo fermamente che non si debba mai togliere la speranza senza valide ragioni e che sia fondamentale sostenere la fiducia e le possibilità positive di tutti, soprattutto davanti ad un problema di salute. Dopo averlo confortato con abbracci e parole di incoraggiamento, sono riuscita a calmarlo e a convincerlo ad attendere gli esiti degli accertamenti prima di cedere al pessimismo.

Con la visita a Stefano e le radiografie all’orizzonte, il nostro percorso era tracciato: procedere con cautela, un passo alla volta, sostenendo Pietro in ogni fase con amore e fiducia.

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About Me

Sono Silvia, Fisioterapista e Life Coach, ciò che mi piace di più fare nella vita è incontrare le persone e accompagnarle nel percorso del benessere con il sorriso e con il meraviglioso supporto della natura.

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