Alzi la mano chi, come me, soffre di emicrania legata al ciclo. Faccio parte di quel vasto gruppo di persone afflitte da emicranie ricorrenti e dolore cronico. L’emicrania mi accompagna sin dall’infanzia, precisamente dalle scuole elementari. Una costante nella mia esperienza con l’emicrania è senza dubbio legata al ciclo mestruale, in particolare alle fasi del ciclo, e soprattutto alle mestruazioni.
Nel corso degli anni, il mio disturbo è continuato a variare; non posso affermare che sia sempre rimasto uguale, ma il periodo delle mestruazioni è sempre stato una costante. Grazie anche al mio lavoro, ho cercato di esplorare diverse soluzioni attraverso vari trattamenti, purtroppo senza ottenere risultati veramente soddisfacenti.
Devo ammettere con soddisfazione di aver migliorato notevolmente gli episodi legati alla stanchezza, allo stress e alla tensione muscolare, grazie a numerosi accorgimenti. Su questi, se interessato, possiamo discutere ulteriormente (fammi sapere scrivendomi), ma per quanto riguarda quelli legati al ciclo, purtroppo, no.
Nel corso di molti anni di ricerca ho incontrato diverse teorie: c’è chi afferma che l’emicrania mestruale non esista, chi invece sostiene che il vero problema sia la cronicità dell’emicrania in generale, e così via. Le opinioni sono molteplici, e sono convinta che prima o poi si arriverà a una soluzione concreta; per il momento, la scienza è ancora alla ricerca di risposte.
Di seguito, ti propongo uno spunto interessante, l’estratto di un articolo che collega l’emicrania ai recettori del progesterone e, quindi, all’andamento del ciclo mestruale.
Ti lascio alla lettura e ci ritroviamo dopo per delle considerazioni.
“Le ricerche scientifiche hanno evidenziato come gli ormoni riproduttivi femminili, in particolare il progesterone e i suoi metaboliti, influenzino la suscettibilità al dolore, rendendo le donne particolarmente vulnerabili a condizioni di dolore cronico, tra cui l’emicrania. Il progesterone, un ormone rilasciato durante il ciclo mestruale, ha dimostrato di avere effetti analgesici in alcuni contesti, ma i suoi effetti sul dolore non sono uniformi. Interessante è il ruolo del metabolita del progesterone, l’allopregnanolone, che sembra esercitare azioni analgesiche attraverso l’incremento dell’inibizione mediata dal GABA, un neurotrasmettitore inibitorio.
Il progesterone agisce anche tramite i recettori del progesterone (PR), che possono avere effetti contrastanti sull’eccitabilità neuronale e sulla sensibilità al dolore. L’attivazione dei PR, infatti, può aumentare la sensibilità agli stimoli dolorosi, come dimostrato in studi su modelli animali. Questo aumento della sensibilità al dolore durante la fase in cui i livelli di progesterone sono alti suggerisce una complessità nell’azione ormonale che potrebbe contribuire alla maggiore prevalenza di emicrania nelle donne, specialmente in concomitanza con le fluttuazioni ormonali del ciclo mestruale.
La ricerca ha anche indagato il ruolo dei PR nell’emicrania, evidenziando come l’attivazione dei PR possa non solo predisporre a una maggiore sensibilità al dolore ma anche influenzare l’efficacia del trattamento con progesterone per l’emicrania. In particolare, è stato osservato che l’effetto analgesico del progesterone potrebbe essere compromesso dall’attivazione dei PR, che potrebbe spiegare perché alcuni trattamenti a base di progesterone non sono efficaci nell’alleviare l’emicrania in un subset di pazienti.
Inoltre, si è scoperto che i contraccettivi orali, che alterano i livelli ormonali, possono influenzare l’incidenza e la gravità dell’emicrania nelle donne. Mentre alcuni studi suggeriscono che i contraccettivi a base di solo progestinico possano ridurre la frequenza delle emicranie, altri evidenziano come l’uso di contraccettivi combinati possa aumentare il rischio di emicranie, sottolineando la complessa interazione tra ormoni sessuali femminili e suscettibilità al dolore.
La ricerca sottolinea l’importanza di approfondire la comprensione dei meccanismi ormonali alla base dell’emicrania e altre condizioni di dolore cronico nelle donne. Identificare come i PR e le fluttuazioni ormonali influenzano l’eccitabilità neuronale e la sensibilità al dolore potrebbe portare a nuove strategie terapeutiche più efficaci per il trattamento dell’emicrania e ridurre il carico di questa condizione dolorosa.”
Bene, come ti sembra? Per me è stato interessante, innanzitutto ha dato una possibile spiegazione alla condizione, e l’informazione chiave, in termini pratici, credo che sia che l’assetto ormonale nel corso del ciclo fa si che in alcuni momenti siamo più ricettivi al dolore, ovvero in alcuni momenti del ciclo in cui il corpo è più sensibile al dolore, è sufficiente uno stimolo magari di non grande entità per scatenarci l’emicrania.
Mi dirai che non è una grande novità e che lo avevi compreso anche tu, lo so, sono certa che lo avrai collegato alla tua vita, ma cosa fai a riguardo? Questo credo sia il punto focale.
L’articolo, mio avviso, è lo spunto per provare a creare delle routine utili alla riduzione degli stimoli potenzialmente fastidiosi nel periodo del ciclo maggiormente delicato per te, non tanto per darci la conferma che dobbiamo aspettare il farmaco giusto. Quali accorgimenti pensi di poter mettere in atto? Più attività fisica o meno? Più riposo? Integrazione specifica? Massaggi specifici?
Sono curiosa di sapere cosa proverai, scrivimelo nei commenti.
La dottoressa solare.
Progesterone Receptor Activation Regulates Sensory Sensitivity and Migraine Susceptibility. Suchitra Joshi, John Williamson, Shayan Moosa, and Jaideep Kapur. The Journal of Pain, Vol 25, No. 3 (March), 2024: pp 642–658







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