Il gonfiore al braccio rappresenta uno dei sintomi che possono manifestarsi a seguito di interventi chirurgici per la rimozione del tumore al seno.
Sorprende molte donne constatare che il gonfiore possa presentarsi anche a distanza di anni dall’operazione. Tuttavia, questo può accadere in qualsiasi momento in cui l’intervento compromette l’equilibrio del sistema linfatico, anche con la rimozione di pochi linfonodi.
Il sistema linfatico è composto da una fitta rete di capillari sottocutanei, vasi di calibro maggiore, più profondi, e linfonodi; tutte queste componenti svolgono funzioni diverse, tra cui la difesa da agenti esterni e, soprattutto, la gestione della linfa che scorre in tutto il corpo, funzionando un po’ come una rete idrica. Quando alcuni linfonodi vengono rimossi, il sistema deve adattarsi, il che spesso è possibile se il danno è lieve, ma può diventare complicato quando il danno è più esteso, come nel caso della rimozione di numerosi linfonodi ascellari.

Ma perché il gonfiore può scatenarsi anche quando la situazione sembrava sotto controllo? La condizione di equilibrio che si stabilisce non è così solida; è piuttosto un compromesso che il corpo trova per mantenere funzionante il sistema, pertanto, qualsiasi condizione che causi un aumento dei liquidi e della linfa in circolo può generare un incremento del volume di liquido che il sistema fatica a gestire.
Le condizioni che possono aumentare la quantità di linfa includono tagli, traumi, punture di insetti, abrasioni, scottature e infortuni muscolari. Proprio per questo è fondamentale prestare attenzione ai piccoli infortuni e monitorare costantemente le dimensioni del braccio, non trascurando nemmeno piccoli cambiamenti che si protraggano anche per brevi periodi. I segnali più evidenti sono vestiti, braccialetti, orologi o anelli che diventano stretti o scomodi.
E allora, cosa si può fare? Si inizia un percorso terapeutico per il controllo e la gestione dell’edema, che coinvolge l’equipe medica riabilitativa e comprende fisioterapia con drenaggio linfatico manuale, bendaggio elastocompressivo o guaina, alimentazione, igiene e l’uso di prodotti specifici per la cura della pelle.
Ecco un articolo scientifico che affronta questo argomento in modo chiaro e comprensibile.
“Il linfedema correlato al cancro al seno (BCRL) è una delle complicazioni più temute da chi sopravvive al cancro al seno. Rappresenta un peso costante per molti e un rischio per quasi tutti i sopravvissuti. In fase avanzata, il linfedema non può essere curato né facilmente occultato. Il suo impatto a lungo termine va oltre i sintomi evidenti, come il gonfiore del braccio, il dolore e la limitazione funzionale che richiedono l’adozione di strategie di movimento compensative, influenzando significativamente la qualità della vita, le interazioni psicosociali e il benessere emotivo. Questo comporta anche notevoli oneri finanziari per pazienti, caregiver, enti assicurativi e la società nel suo complesso.
Non esiste un unico strumento standard per valutare il BCRL, ma piuttosto diversi strumenti oggettivi e una valutazione clinica più soggettiva. La mancanza di metodi e protocolli standardizzati ha reso difficile per decenni comprendere l’incidenza e i risultati del trattamento del BCRL. Le modalità di valutazione clinica variano notevolmente a seconda dell’istituzione e dell’attrezzatura disponibile, e anche i valori soglia per la diagnosi possono differire a seconda del metodo utilizzato. Di conseguenza, le stime sulla prevalenza del BCRL variano ampiamente. Considerando che si stima ci siano attualmente 3,8 milioni di sopravvissuti al cancro al seno negli Stati Uniti, è probabile che il numero di pazienti affetti da BCRL si avvicini al milione. Con il progresso dei trattamenti che prolungano la sopravvivenza nel cancro al seno, la gestione del BCRL diventerà un aspetto sempre più rilevante. Identificare uno strumento di valutazione accurato, riproducibile e facilmente accessibile avrebbe un impatto significativo sulla gestione e il trattamento del BCRL.
La prevenzione del linfedema correlato al cancro al seno (BCRL) è fondamentale, data la sua incidenza nei pazienti trattati per cancro al seno. I fattori di rischio per il BCRL sono stati ampiamente studiati, evidenziando come la linfadenectomia rappresenti il principale fattore di rischio legato al trattamento. Si è osservato che un numero maggiore di linfonodi rimossi aumenta il rischio di BCRL, con la dissezione dei linfonodi ascellari (ALND) che comporta un rischio maggiore rispetto alla dissezione del linfonodo sentinella (SLND). Un’indagine approfondita ha rivelato che i tassi cumulativi di BCRL raggiungono il 24,9% nei pazienti sottoposti solo ad ALND e l’8% in quelli sottoposti solo a SLND. La mastectomia totale mostra un rischio di BCRL significativamente più elevato rispetto alla mastectomia parziale, ma si suggerisce che la ricostruzione immediata del seno possa ridurre tale rischio. Questa consapevolezza ha orientato la pratica chirurgica verso la SLND come standard di cura per le donne in fase iniziale di cancro al seno, sconsigliando l’ALND in assenza di metastasi nel linfonodo sentinella.
Anche la radioterapia è legata a un incremento del rischio di BCRL. Uno studio ha dimostrato che le donne sottoposte a chirurgia conservativa e radioterapia nodale regionale mostrano un tasso di linfedema più alto (8,4% contro 4,5%) dopo 9,5 anni, rispetto a quelle non trattate con radioterapia.
Oltre ai fattori di rischio legati al trattamento, si includono nell’elenco: età, indice di massa corporea (BMI) iniziale, predisposizioni genetiche, infezioni post-chirurgiche, razza o etnia e la presenza di edema subclinico. Identificare e comprendere questi fattori è cruciale per ridurre l’incidenza del BCRL e migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da cancro al seno.
La prevenzione del linfedema correlato al cancro al seno (BCRL) è essenziale, con la sorveglianza precoce e gli interventi tempestivi che dimostrano di ridurre significativamente sia l’incidenza che la gravità di questa complicazione. Un’indagine ha rivelato che l’avvio precoce del monitoraggio mediante spettroscopia di bioimpedenza (BIS) è associato a tassi più bassi di BCRL rispetto a quando il monitoraggio inizia più tardi, evidenziando l’efficacia di una diagnosi precoce. Inoltre, la valutazione precisa del rischio di BCRL tramite BIS e l’imaging linfatico a fluorescenza vicino all’infrarosso seriale (NIRF-LI) permette un intervento precoce, come l’uso di maniche di compressione e il drenaggio linfatico manuale (MLD), riducendo il rischio di sviluppare BCRL clinico.
Studi prospettici e randomizzati confermano che una sorveglianza regolare e un intervento precoce possono mantenere l’incidenza del BCRL a livelli estremamente bassi. L’educazione dei pazienti gioca un ruolo cruciale nella prevenzione, enfatizzando l’importanza di segnalare immediatamente qualsiasi sintomo iniziale e di adottare misure preventive contro le infezioni. Nonostante la raccomandazione di fornire istruzioni pre-trattamento sui rischi di linfedema, molti pazienti segnalano di non aver ricevuto tali informazioni, sottolineando la necessità di migliorare l’educazione centrata sul paziente lungo tutto il percorso di cura del cancro.
Recentemente, è stato pubblicato un consenso internazionale sull’intervento preventivo per il BCRL, offrendo raccomandazioni chiave per lo sviluppo di linee guida cliniche e sottolineando l’importanza di un’adeguata educazione dei pazienti sul linfedema. Questo approccio educativo mira a garantire che i pazienti comprendano pienamente le informazioni fornite e siano motivati a partecipare attivamente alla prevenzione del BCRL.
Il trattamento conservativo. Il trattamento del linfedema correlato al cancro al seno (BCRL) non prevede terapie farmacologiche approvate, ma si basa principalmente sulla Terapia Decongestiva Completa (CDT), un approccio multidisciplinare che include una fase intensiva di trattamento seguita da una di mantenimento. Durante la fase intensiva, il focus è sul Drenaggio Linfatico Manuale (MLD), bendaggi compressivi multistrato, esercizi specifici per migliorare il flusso linfatico e cura accurata della pelle dell’area interessata. Questa fase viene supervisionata da clinici specializzati, come fisioterapisti o terapisti occupazionali con formazione in linfedema. Successivamente, i pazienti passano a una fase di autogestione a lungo termine, impiegando compressione diurna e notturna, esercizi, cura della pelle e, talvolta, pompe di compressione pneumatica domestica e automassaggio linfatico.
Nonostante non ci siano prove sufficienti dell’efficacia del MLD da solo nel gestire il BCRL, esso è considerato un componente utile della CDT. Studi recenti suggeriscono che il MLD può contribuire a ridurre l’intensità del dolore ma non ha un impatto significativo sulla riduzione del volume del braccio o sulla qualità della vita.
La CDT si è dimostrata efficace nella riduzione del linfedema in diverse ricerche, benché i livelli di evidenza siano moderati e non tutti gli studi confermino il suo valore rispetto ad altri trattamenti meno intensivi. La CDT ha alcune controindicazioni, tra cui ipertensione non controllata, paralisi, diabete, asma bronchiale, infezioni acute, insufficienza cardiaca congestizia non controllata e trombosi venosa profonda. Non ci sono prove che la CDT promuova la metastasi del cancro in pazienti con tumore metastatico.
La compressione pneumatica intermittente (IPC) è un altro metodo che, se abbinato alla CDT, può portare a una riduzione aggiuntiva del volume del linfedema sia nella fase iniziale che in quella di mantenimento. Anche i dispositivi di compressione attiva non pneumatica (NPCD) hanno mostrato risultati promettenti, sebbene siano necessari ulteriori studi per confermare la loro efficacia.
Conclusione.
Il linfedema correlato al cancro al seno (BCRL) rappresenta una sfida significativa per oltre un milione di sopravvissute al cancro al seno in tutto il mondo, con un impatto notevole sulla qualità della vita, sulla funzione fisica e sulle attività quotidiane. Incurabile e richiedente una gestione a vita, il BCRL porta a complicazioni come la necessità di indossare fasce di compressione costose e la necessità di evitare lesioni alla pelle, che spesso risultano in una bassa aderenza al trattamento e in una progressione della malattia.
L’importanza dello screening e dell’educazione dei pazienti sul BCRL è cruciale per prevenire l’insorgenza e facilitare la gestione della condizione. Tecniche chirurgiche come ARM e LYMPHA durante l’intervento chirurgico hanno mostrato potenziale nella riduzione dell’incidenza del BCRL, ma presentano rischi e non sono sempre applicabili. La Terapia Decongestiva Completa (CDT) rimane lo standard di cura per il trattamento, nonostante i suoi elevati requisiti finanziari e di aderenza e la mancanza di una cura definitiva. Nuove tecniche come la compressione pneumatica intermittente (IPC), la fotobiomodulazione (PBM) e i dispositivi di compressione non pneumatica (NPCD) promettono di ampliare le opzioni terapeutiche, sebbene siano necessari ulteriori studi per confermare la loro efficacia.
Gli approcci chirurgici come la linfo-venosa anastomosi (LVA) e il trasferimento di nodi linfatici vascolarizzati (VLNT) offrono possibilità di ripristinare il flusso linfatico, ma non sono curativi e richiedono competenze specializzate. La liposuzione chirurgica riduttiva (SAPL) offre una riduzione immediata del volume, ma richiede il mantenimento attraverso l’uso continuo di indumenti compressivi. Attualmente, non esistono farmaci approvati per il trattamento del BCRL.
Per avanzare nella prevenzione e nel trattamento del BCRL, è essenziale una valutazione completa degli esiti riportati sia dai pazienti che dai clinici, oltre a una standardizzazione delle misure di valutazione. Il progresso in questo campo richiederà miglioramenti nell’educazione dei pazienti, nel consenso degli investigatori e nelle tecniche cliniche.”
Quindi, mi raccomando, fai sempre attenzione al tuo corpo, ai segnali che ti invia, perchè intervenendo subito possiamo tranquillamente gestire la situazione e mantenere tutto sotto controllo senza problemi.
Medici, infermieri e fisioterapisti sono sempre a tua disposizione per aiutarti e accompagnarti nel tuo percorso di vita.
Per qualsiasi informazione o curiosità scrivimi pure.
La dottoressa solare.
Advances in the prevention and treatment of breast cancer‐related lymphedema. Paula M. C. Donahue, Adrien MacKenzie, Aleksandra Filipovic, Louise Koelmeyer. Breast Cancer Research and Treatment (2023) 200:1–14







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