Gesso stretto, fa male, che faccio?

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Oggi voglio tornare su un argomento sempre molto interessante, che spesso porta le persone a cercare aiuto online: l’immobilizzazione con il gesso. Questa tecnica, utilizzata per prevenire il movimento di una o più articolazioni in attesa di guarigione o di intervento chirurgico, rimane molto diffusa grazie al basso costo delle bende gessate e alla semplicità e rapidità di applicazione.

Se sei qui, è probabile che tu o qualcuno che conosci stia attualmente indossando un gesso e stia cercando soluzioni per alleviare il disagio.

La prima domanda che ti pongo è: quanto tempo è trascorso dall’evento traumatico? Nei primi due giorni, il gonfiore tende ad essere al massimo, rendendo questo periodo particolarmente difficile. In questa fase, puoi tentare di ridurre il gonfiore mantenendo elevato l’arto interessato, facendo attenzione a non piegare completamente gomiti o ginocchia, per consentire un adeguato drenaggio dell’edema. Inoltre, l’uso del ghiaccio, applicato per cicli di circa 15-20 minuti, può contribuire a ridurre la temperatura localmente, evitando di mantenerlo a contatto con la pelle fino a quando non si riscalda.

Il mio terzo e più prezioso consiglio è di muovere tutte le parti del corpo non coperte dal gesso. L’immobilizzazione, se correttamente applicata, dovrebbe limitare solo le aree che necessitano di riposo, permettendo il movimento delle articolazioni adiacenti per stimolare la circolazione e ridurre il gonfiore. Ad esempio, se il polso è immobilizzato, è importante muovere le dita, il gomito e la spalla; analogamente, se la caviglia è ferma, dovresti esercitare le dita dei piedi, il ginocchio e l’anca.

Un ulteriore suggerimento è quello di massaggiare le aree esposte con olio essenziale di elicriso, incenso e cipresso per favorire il drenaggio dei liquidi, soprattutto in presenza di lividi, che sono comuni in caso di fratture.

Se il gonfiore dovesse aumentare, causando forte dolore, è cruciale contattare il reparto che ha applicato il gesso. Una compressione eccessiva può infatti causare problemi ai nervi e ai muscoli, richiedendo l’apertura del gesso per alleviare la pressione e successivamente riposizionarlo. Se avverti formicolii persistenti alle dita, è segno di una possibile compressione nervosa e dovresti farti controllare immediatamente.

È normale che la sensazione di disagio varii nel corso della giornata a seconda delle attività svolte; alternare frequentemente la posizione dell’arto può migliorare la circolazione.

Un altro potenziale problema è la precisione del gesso, che a volte non rispetta la conformazione delle articolazioni lasciandole immobilizzate. Un fisioterapista esperto può “modificare” il gesso per renderlo più adeguato.

Dopo la rimozione del gesso, le articolazioni non interessate dall’immobilizzazione dovrebbero muoversi liberamente, permettendo di concentrarsi sulla riabilitazione della zona lesa.

Per mani e polsi, un’alternativa efficace al gesso sono i tutori realizzati in materiale termoplastico, estremamente precisi e leggeri. Tuttavia, il loro costo e la necessità di personale specializzato li rendono disponibili solo in centri specializzati.

Consiglio, quindi, di consultare un fisioterapista nei primi giorni di immobilizzazione per verificare questi aspetti, apprendere gli esercizi più adatti e identificare tempestivamente eventuali problemi, risolvibili con opportuni accorgimenti.

La Dottoressa Solare

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About Me

Sono Silvia, Fisioterapista e Life Coach, ciò che mi piace di più fare nella vita è incontrare le persone e accompagnarle nel percorso del benessere con il sorriso e con il meraviglioso supporto della natura.

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