Dolore Cronico: L’Influenza del Mindset e le Strategie per Gestirlo

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Oggi ritorniamo a parlare di un argomento che mi sta particolarmente a cuore e che rappresenta uno dei pilastri del mio lavoro: il dolore. Questa tematica, insieme alle problematiche legate al perineo, occupa un posto centrale nei miei interessi. Riflettendo su ciò che mi spinge a proseguire nel mio lavoro, la mia mente si sofferma sempre sul dolore, forse perché mi terrorizza, parlo del dolore fisico, quello con cui convivo fin dall’infanzia, forse perché ho visto soffrire persone care, forse per tutte queste ragioni messe insieme. Se qualcuno mi chiedesse quale desiderio vorrei vedere realizzato, sarebbe senza dubbio quello di eliminare il dolore. Benché sia consapevole che questo non è possibile, il mio obiettivo rimane quello di aiutare chi soffre, cercando di rimanere il più aggiornata possibile sull’argomento.

Nella mia ricerca di nuovi spunti, ho scoperto un articolo molto interessante che affronta l’importanza del mindset nei pazienti che soffrono di dolore. Questo articolo rafforza e conferma quanto ho iniziato a comprendere e studiare anche attraverso il coaching. Di seguito, vi riporto alcuni estratti significativi dell’articolo, per poi condividere con voi le mie riflessioni e considerazioni finali.

“Grazie ai progressi medici, i tassi di sopravvivenza a cinque anni dal cancro pediatrico sono saliti all’83%, con una significativa riduzione della mortalità. Tuttavia, il dolore, incluso quello cronico, rimane un sintomo comune tra i sopravvissuti. Molti di questi, in particolare i giovani tra gli 11 e i 25 anni, affrontano non solo sfide legate allo sviluppo personale, ma anche la transizione verso le cure sanitarie per adulti. Il dolore che sperimentano incide negativamente sul loro benessere psicologico e sulla qualità della vita.

Finora, la ricerca sul dolore nei sopravvissuti al cancro si è concentrata principalmente sui fattori di rischio biomedici. Tuttavia, si sta affermando una visione più olistica, che considera il dolore post-cancro da una prospettiva biopsicosociale. Tra i sopravvissuti al cancro infantile, sono stati associati al dolore cronico fattori come il catastrofismo del dolore, lo stress post-traumatico e i sintomi ansiosi e depressivi.

Il modello CTI (Cancer Threat Interpretation) inserisce il dolore post-cancro nel contesto più ampio dell’incertezza legata alla sopravvivenza. Secondo questo modello, i sopravvissuti vivono in un ambiente di incertezza sintomatica dove il dolore può essere percepito come una minaccia, generando paura di una possibile ricorrenza della malattia e comportamenti di monitoraggio della minaccia corporea e di ricerca di aiuto. Questo approccio suggerisce che l’interpretazione e la gestione del dolore siano influenzate dalle mentalità individuali riguardo al proprio corpo, formatesi in risposta alla diagnosi di cancro e al successivo trattamento.

Queste mentalità, o modi di pensare al proprio corpo, possono variare notevolmente tra i sopravvissuti e influenzare significativamente come essi vivono e reagiscono al dolore. Ad esempio, una mentalità che vede il corpo come un “avversario inaffidabile” può amplificare la paura e il monitoraggio della minaccia, intensificando il dolore e portando a comportamenti eccessivi di ricerca di aiuto o evitamento. Al contrario, una mentalità che considera il corpo capace di recupero e guarigione dopo il trattamento oncologico può ridurre la vigilanza e la paura, diminuendo così l’esperienza del dolore.

In conclusione, il modello CTI offre un quadro utile per comprendere come le mentalità individuali e i fattori di rischio legati alla minaccia influenzano l’esperienza del dolore nei sopravvissuti al cancro infantile.

Associazioni Univariate del Dolore, Mentalità Corporee e Fattori di Rischio Legati alla Minaccia

I sopravvissuti che si impegnano maggiormente nel monitoraggio della minaccia corporea hanno riferito di soffrire di dolori più frequenti, intensi e interferenti. Inoltre, coloro che avevano più paura della ricorrenza del cancro riferivano dolori più intensi e frequenti. Sorprendentemente, i sopravvissuti che aderivano maggiormente alla mentalità “il corpo è un avversario” hanno riferito dolori più intensi e frequenti, nonché maggior monitoraggio della minaccia e paura della ricorrenza del cancro.

Discussione

Questo studio fornisce un supporto empirico al modello CTI, evidenziando come fattori legati alla minaccia, come il monitoraggio della minaccia corporea e la paura della ricorrenza del cancro, siano associati a un’esperienza di dolore peggiore nei sopravvissuti al cancro infantile. Un aspetto innovativo riguarda le mentalità corporee, che si sono dimostrate correlate con il dolore e i fattori di rischio legati alla minaccia. La ricerca ha mostrato che le mentalità possono essere modificate

e possono influenzare comportamenti, benessere e fisiologia. Ad esempio, cambiare la percezione dello stress da debilitante a potenziante può migliorare le prestazioni lavorative e la salute generale. Analogamente, nel contesto del cancro, adottare mentalità più utili potrebbe ridurre il disagio e l’interferenza legati al dolore, migliorando la qualità della vita.

Limitazioni e Prospettive Future

Il carattere trasversale dello studio non permette di trarre conclusioni sulla direzione degli effetti osservati; è possibile che sperimentare più dolore possa rafforzare la mentalità di vedere il corpo come un avversario. Allo stesso tempo, questa mentalità potrebbe esacerbare o mantenere il dolore. Le ricerche future dovrebbero indagare questi aspetti longitudinalmente e attraverso interventi mirati. Inoltre, sarebbe utile esplorare come le mentalità corporee e i loro effetti siano plasmati da fattori familiari, socioeconomici e socioculturali.

Conclusioni

Il dolore cronico emerge come un problema significativo tra i sopravvissuti al cancro infantile, con un sottogruppo che sperimenta dolore persistente, frequente e interferente. I risultati dello studio evidenziano l’importanza di considerare le mentalità corporee e i fattori di rischio legati alla minaccia nel contesto del dolore post-cancro. Queste scoperte suggeriscono che le mentalità sul corpo potrebbero essere un target importante per la gestione del dolore nei sopravvissuti al cancro infantile, con il potenziale di migliorare significativamente la loro qualità della vita nel periodo di sopravvivenza.”

Cosa traiamo di utile da questo articolo? Io leggo un principio davvero fondamentale che trovo valido in tutti i percorsi di guarigione, ovvero, l’approccio della persona alla malattia. La fiducia nelle proprie capacità e la convinzione di non combattere una battaglia, ma di essere confidenti nella capacità di guarigione, il corpo e la mente possono comportarsi da amici o nemici, ma siamo noi a deciderlo. L’approccio alla guarigione potrebbe anche avere un ruolo sul progredire o il regredire non solo della malattia, ma di tutto ciò che ad essa è collegato.

Quindi quanto è importante ciò che pensiamo? Davvero tantissimo!

Anche per questo motivo accolgo sempre i miei pazienti con il sorriso, perchè non siamo in battaglia, ma stiamo facendo una camminata insieme verso la guarigione e stiamo facendo del nostro meglio con tutta la fiducia possibile nelle nostre capacità.

Spero di averti dato un po’ di energia in più con questo articolo.

La dottoressa solare.

Ti lascio la referece dell’articolo originale: Body Mindsets are Associated With Pain and Threat-Related Risk Factors for Pain in Survivors of Childhood Cancer. Emily J. Dowling, Laura E. Simons, Alia J. Crum, Sheri L. Spunt, Pamela Simon, Sarah N. Webster, Matthew R.D. Brown, Shaman Jhanji, Joseph Chilcot, Lauren C. Heathcote. The Journal of Pain, Vol 25, No. 1 (January), 2024: pp 165–175

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About Me

Sono Silvia, Fisioterapista e Life Coach, ciò che mi piace di più fare nella vita è incontrare le persone e accompagnarle nel percorso del benessere con il sorriso e con il meraviglioso supporto della natura.

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