Quando tornerò ad avere l’erezione?

Questa è una delle domande più comuni che mi viene posta sia prima che dopo l’intervento di prostatectomia radicale.

L’erezione e la possibilità di avere un rapporto sessuale sono molto importanti per l’uomo, l’intervento di prostatectomia radicale va a toccare una sfera molto ampia e assai considerata, quindi dopo un primo tempo in cui il pensiero principale è la guarigione dalla malattia e la riduzione dell’incontinenza urinaria, subentra anche il pensiero del recupero della potenza sessuale.

Cosa si può fare per intraprendere un percorso riabilitativo anche in questo caso? Senza dubbiosa protagonista è la terapia farmacologica, che ha lo scopo di mantenere il più possibile la funzionalità del pene e stimolare la ripresa, ma anche la fisioterapia del pavimento pelvico ha un ruolo importante.

Di seguito vi riporto il riassunto di un interessante articolo scientifico che tratta proprio di questo argomento.

“Il tumore della prostata (PCa) rappresenta il tumore più frequente tra gli uomini, con oltre 1,4 milioni di nuovi casi diagnosticati globalmente. La prostatectomia radicale (RP) è l’approccio standard per la cura, consentendo a circa il 97% degli uomini di sopravvivere in salute dopo l’intervento chirurgico. Tuttavia, gli effetti collaterali, come l’incontinenza urinaria (UI), la disfunzione erettile (DE), e la climacturia, possono significativamente influenzare la qualità della vita (QoL) sia per l’uomo che per il suo partner.

Più del 70% degli uomini sperimenta effetti avversi dopo il trattamento del tumore della prostata, e il deficit erettivo ha un impatto negativo maggiore sulla qualità di vita rispetto all’incontinenza urinaria. Solo il 16-22% recupera i livelli di funzione erettile preoperatoria. La depressione, l’ansia e lo stress post-traumatico sono quattro volte più comuni negli uomini con tumore della prostata, ed è rappresentato un forte legame con il deficit erettivo. Pertanto, strategie volte a minimizzare l’impatto del deficit erettivo dopo la prostatectomia radicale sono cruciali.

L’allenamento del pavimento pelvico (PFM) emerge come un’opzione promettente. Studi hanno dimostrato i benefici dell’allenamento del PFM nell’affrontare l’incontinenza urinaria dopo la prostatectomia radicale. Ad esempio, un recente studio ha confermato che l’allenamento ad alta intensità del PFM ha portato a significativamente meno perdite urinarie e miglioramenti nei risultati legati alla qualità della vita quotidiana rispetto ai controlli che seguivano la “cura abituale”.

Durante la prostatectomia radicale, i nervi cavernosi responsabili della funzione erettile possono subire danni, ma tecniche di risparmio nervoso e la riabilitazione peniena offrono approcci per minimizzare gli effetti collaterali. Tuttavia, molte di queste strategie sono invasive e possono presentare problemi di aderenza del paziente.

L’allenamento del PFM si presenta come un’opzione non invasiva e promettente per accelerare il recupero della funzione erettile. Mentre studi passati hanno dimostrato miglioramenti nei punteggi della funzione erettile dopo l’allenamento del PFM per 12 settimane, il nostro studio si è concentrato su un periodo di 5 settimane prima della prostatectomia radicale e 3 mesi dopo, cercando di valutare l’impatto dell’allenamento del PFM sia pre- che post-operatorio.

I risultati hanno mostrato che entrambi i gruppi hanno sperimentato una riduzione drastica della funzione erettile dopo la prostatectomia radicale, senza differenze significative tra il gruppo di intervento e quello di controllo nei primi 3 mesi. Tuttavia, il gruppo di intervento ha riportato meno angoscia nei risultati sulla qualità di vita a 2 settimane dopo la prostatectomia radicale, indicando un possibile beneficio nell’aspetto psicologico della riabilitazione.

Il nostro studio ha anche evidenziato il ruolo critico del PFM nell’affrontare l’incontinenza urinaria post-prostatectomia radicale. Il 74% del gruppo di intervento ha raggiunto la continenza completa a 3 mesi, rispetto al 43% nel gruppo di controllo.

In conclusione, l’allenamento del PFM emerge come una strategia importante nella gestione del deficit erettivo e dell’incontinenza urinaria dopo la prostatectomia radicale. Sebbene non si siano riscontrati benefici immediati sulla funzione erettile, l’allenamento del PFM potrebbe rivelarsi efficace nel lungo termine, come suggerito da ricerche precedenti. L’approccio non invasivo e la possibilità di iniziare il trattamento prima dell’intervento offrono un’opportunità unica per migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da tumore alla prostata. È fondamentale continuare la ricerca su questo fronte per affinare le strategie di riabilitazione e fornire un supporto completo ai pazienti lungo il loro percorso di guarigione.”

Pelvic Floor Muscle Training and Erectile Dysfunction in Radical Prostatectomy: A Randomized Controlled Trial Investigating a Non-Invasive Addition to Penile Rehabilitation; Joanne E. Milios, PhD, Timothy R. Ackland, MD, and Daniel J. Green, MD; Sex Med 2020 Sep;8(3):414-421. 

Da questo articolo emerge quindi l’importanza del percorso riabilitativo sia farmacologico che fisioterapico per recuperare al meglio dopo questa tipologia di intervento.

Per qualsiasi consiglio o per impostare un programma riabilitativo contattami e sarò felice di capire con te la strada giusta da percorrere.

La dottoressa solare.

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About Me

Sono Silvia, Fisioterapista e Life Coach, ciò che mi piace di più fare nella vita è incontrare le persone e accompagnarle nel percorso del benessere con il sorriso e con il meraviglioso supporto della natura.

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