La scorsa settimana ho seguito un webinar sul tema del dolore cronico, un tema ormai molto attuale e in fase di approfondimento sotto tanti punti di vista.
Io faccio parte del grosso gruppo di persone affette dal dolore cronico grazie alla mia emicrania che mi accompagna da quando sono bambina , quindi da sempre cerco di studiare e approfondire l’argomento, finalmente in questi ultimi tempi ci si sta interessando di più e capendo un po’ meglio gli aspetti alla base di questa condizione. Finalmente si sta capendo che non sono matte le persone che soffrono di dolore così costante, che non ha senso riempirle solo di farmaci e cercare di insegnare loro a convivere con il dolore, si sta cercando di mettere a punto degli approcci dedicati proprio per questa tipologia di persone. L’approccio multidisciplinare è senza dubbio il migliore, sicuramente la componente mentale ha poi un ruolo essenziale.
Devo dire che , per esempio, nel mio caso, la meditazione e un approccio mentale diverso e positivo alla vita mi sta aiutando molto, sto imparando a capire anche come interpretare questo dolore, come dice la mia amica Giorgia, imparare ad accettarlo e viverlo con consapevolezza, capendo che comunque è una espressione di una necessità del mio fisico.
Ti voglio quindi lasciare qui sotto le parti salienti di u bellissimo articolo che affronta proprio il dolore cronico e le sue caratteristiche ma anche gli approcci più utilizzati al momento.
“Il dolore cronico è una sfida significativa, spesso trascurata, ma di grande rilevanza.
L’Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore (IASP) definisce il dolore cronico come un’esperienza spiacevole che coinvolge sia aspetti sensoriali che emotivi ed è associata, o simile a quella associata, a un danno tissutale reale o potenziale.
Il dolore è la ragione principale per cui le persone cercano assistenza medica, e molte delle condizioni che lo causano, come l’osteoartrite, il mal di schiena e l’emicrania, figurano tra le dieci principali cause di richiesta di cure mediche, inoltre, tre delle quattro principali cause di anni vissuti con disabilità, sono condizioni di dolore cronico.
I tassi di prevalenza del dolore cronico variano notevolmente, situandosi tra l’11% e il 40%. Un importante studio condotto dai Centri per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie degli Stati Uniti (CDC) stima che la prevalenza del dolore cronico sia del 20,4%.
Mentre il dolore acuto ha un valore evolutivo, essendo spesso una risposta a danni tissutali o processi infiammatori, il dolore cronico è una condizione patologica a sé stante; il passaggio dal dolore acuto a quello cronico spesso avviene quando il dolore persiste oltre il periodo previsto per la guarigione, generalmente oltre i tre mesi.
Il modello biopsicosociale del dolore considera il dolore e la disabilità come il risultato di interazioni complesse tra fattori biologici, psicologici e sociali. Il dolore cronico può essere influenzato da fattori psicologici come depressione, ansia, stress post-traumatico, abilità di coping (le “abilità di coping” scadenti si riferiscono all’incapacità di un individuo di gestire ed adattarsi in modo efficace a situazioni difficili o stressanti) e catastrofizzazione, oltre a fattori socioculturali come istruzione, cultura e supporto sociale. Inoltre, ci sono fattori biologici come genetica, età, sesso, sonno, ormoni e sistemi oppioidi endogeni che contribuiscono al dolore cronico.
Il dolore cronico ha un impatto significativo sulla vita delle persone, influendo sulla loro capacità di lavorare e comportando ripercussioni finanziarie. Può anche influire negativamente sulle relazioni personali, l’autostima e può essere associato a tassi più elevati di divorzio, suicidio e abuso di sostanze. Inoltre, il dolore cronico può avere effetti biologici, come soppressione del sistema immunitario e alterazioni nell’espressione genica.
La classificazione del dolore è importante poiché influenza la prognosi, la valutazione e il trattamento.
Esistono tre categorie principali di dolore cronico: nocicettivo (causato da lesioni ai tessuti), neuropatico (dovuto a lesioni ai nervi) o nociplastico (proveniente da un sistema nervoso sensibilizzato).
Il dolore nociplastico è una categoria che riguarda il processamento anomalo dei segnali del dolore senza evidenza chiara di danno tissutale identificabile.
Il trattamento del dolore cronico è una sfida, ma le linee guida raccomandano un approccio multimodale. Questo può includere esercizio fisico, terapia cognitivo-comportamentale, e terapie farmacologiche o interventi procedurali, a seconda del tipo di dolore e dei bisogni del paziente.
Inoltre, la medicina integrativa è un approccio che combina trattamenti complementari e alternativi con interventi psicologici e fisiologici. Sebbene alcuni di questi trattamenti sembrino promettenti, gli studi spesso soffrono di problemi metodologici, come comparatori inadeguati e difficoltà nella cecità.
Il trattamento del dolore cronico dovrebbe essere personalizzato e basato su una valutazione approfondita dei fattori biologici, psicologici e sociali che contribuiscono al dolore del paziente. In questo modo, è possibile migliorare la qualità della vita e ridurre il dolore cronico.
Ricorda che la gestione del dolore cronico richiede un approccio complesso e multidisciplinare, che tiene conto di tutti questi fattori.
“Chronic pain: an update on burden, best practices, and new advances.” Steven P Cohen, Lene Vase, William M Hooten. Lancet, 2021, 397, 2082-2097
Uno dei passi dell’articolo che mi ha colpita maggiormente è la frase: il dolore cronico può avere effetti biologici, come soppressione del sistema immunitario e alterazioni nell’espressione genica.
Questo quindi vuol dire che chi soffre di dolore cornico può avere difese immunitarie carenti e quindi essere maggiormente soggetto a malattie, quindi a maggior ragione, è davvero importante prendersi cura del proprio corpo con ancora maggiore attenzione, valutando con precisione una ottima integrazione alimentare volta al potenziamento del sistema immunitario.
Se vuoi affrontare questo percorso insieme a me contatami per fissare un colloquio conoscitivo, con me e i miei collaboratori potrai affrontare al meglio sia la componente fisica che quella mentale ed emozionale.
La dottoressa solare.







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