Perchè proprio a me? Perchè proprio lì?

Questa settimana, come sempre, trovo l’ispirazione per la mia riflessione in un colloquio con uno dei miei pazienti. In questo blog, voglio condividere ciò che realmente accade nella vita delle persone quando intraprendono un percorso di cura e come io posso contribuire al loro benessere.

Quando ci confrontiamo con tumori alla prostata negli uomini o al seno nelle donne, stiamo parlando di malattie che colpiscono qualcosa di profondo e fondamentale nella persona. Queste patologie minano la loro essenza di uomini e donne, toccando corde molto personali.

Spesso, una delle domande che sorgono tra coloro che affrontano questi percorsi è: “Perché proprio qui? Non sarebbe potuto capitare altrove?”.

Questa domanda è del tutto comprensibile, ma riflettiamoci su: abbiamo davvero avuto la possibilità di scegliere? La risposta è no. Le persone che affrontano queste sfide altrove sono davvero più fortunate? Anche qui, la risposta è no.

E allora?

La verità è che un tumore non è mai una situazione da festeggiare, sarebbe ingenuo pensare diversamente, tuttavia, gran parte della nostra esperienza dipende da come affrontiamo la notizia e la situazione che ne consegue.

Non dico che sia facile, lo affermo con fermezza perché lo vedo nel mio lavoro e l’ho sperimentato più volte in famiglia.

Accettare una situazione del genere non è scontato, ma iniziare da una posizione di accettazione fa la differenza. È accaduto, questa è la realtà, e da qui possiamo intraprendere un percorso osservando anche gli aspetti positivi. Possiamo notare il sostegno delle persone care, la possibilità di concentrarci su noi stessi, di conoscere meglio il nostro corpo e la nostra forza interiore. Possiamo riorganizzare le giornate in modo diverso, basandoci su ciò che siamo in grado e desideriamo fare. Possiamo dedicarci a pensieri e progetti che prima forse erano rimasti in sospeso.

In ogni situazione difficile, abbiamo la possibilità di scegliere se focalizzarci sul lato oscuro delle difficoltà o sul lato luminoso delle opportunità. Personalmente, non sono d’accordo con l’idea di combattere una guerra contro la malattia, preferisco di gran lunga l’idea di accettarla e di fare tutto ciò che è in nostro potere per vivere al meglio.

La malattia è un evento che impone uno stop nella nostra vita; possiamo scegliere se renderlo favorevole o se farne un inferno.

Non sto minimizzando la sofferenza fisica o la difficoltà di vedere il lato positivo, ma voglio sottolineare che anche nelle situazioni più disperate, c’è spazio per qualcosa di buono. Riuscire a cogliere questo aspetto può rendere la situazione più sopportabile e, forse, un po’ più leggera.

Invito te e tutti coloro che affrontano queste sfide a provarci, non è semplice, ma ne vale la pena.

La dottoressa solare.

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About Me

Sono Silvia, Fisioterapista e Life Coach, ciò che mi piace di più fare nella vita è incontrare le persone e accompagnarle nel percorso del benessere con il sorriso e con il meraviglioso supporto della natura.

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