Dolore alla base del pollice, difficoltà nella presa e nello stringere con le dita, cos’è?
La Rizoartrosi, ovvero artrosi della articolazione Trapezio-Metacarpica del pollice, è una delle patologie degenerative più comuni riguardanti la mano.
L’artrosi, da non confondere con l’artrite, è, in generale, una patologia caratterizzata da diversi aspetti tra cui il consumo delle superfici articolari; lo sfregamento tra le ossa che si verifica durante i movimenti genera dolore e limitazione nei movimenti; in questo caso, il dolore si localizza alla base del pollice vicino al polso.

Nei periodi di dolore, le difficoltà che riferiscono i pazienti sono molte, le più comuni sono: aprire le bottiglie dell’acqua e i barattoli, utilizzare le chiavi per aprire le porte, tagliare con il coltello, strizzare gli stracci, darsi una stretta di mano, cucire, ricamare e molto altro ancora. L’andamento delle fasi di dolore, solitamente, è a cicli in cui si alternano periodi di “tranquillità” a periodi di dolore, terminato il quale, si nota un piccolo cambiamento nella forma del pollice.
Ad oggi, non ci sono vere e proprie terapie per la cura della patologia, una volta consumata, non è possibile far ricrescere la cartilagine, quindi tutte le terapie attuali sono volte solo ed esclusivamente alla riduzione del dolore e al rallentamento dell’evoluzione della patologia.
La terapia più utile ed utilizzata è il tutore di posizione notturno, come potrete immaginare, il migliore è quello confezionato su misura in materiale termoplastico; l’obiettivo è quello di mantenere l’allineamento corretto di tutte le ossa della colonna del pollice e permettere all’articolazione di riposare in maniera corretta senza sfregamento o compressione.

Durante il giorno è bene utilizzare in maniera corretta la mano evitando tutte le prese piccole che stressano particolarmente il pollice, un fisioterapista specializzato può aiutarvi a trovare gli adattamenti più corretti per svolgere tutte le attività.
La paraffinoterapia consiste in impacchi di paraffina liquida calda mantenuti per 20-30 minuiti, il calore può penetrare in profondità fino a scaldare l’articolazione e alleviare la sintomatologie che solitamente peggiora con il freddo; ovviamente questa terapia è consigliata soprattutto nei mesi freddi.
Le terapie fisiche, per quella che è la mia esperienza, non sono molto utili, quindi tendo a sconsigliarle ai miei pazienti.
La terapia manuale può essere di supporto perché aiuta la lubrificazione e il movimento corretto.
Un aiuto valido può venire anche dagli integratori naturali che funzionano sia da antinfiammatori che da nutrienti della cartilagine.
Gli approcci sono molti e per ognuno è importante valutare il migliore, il medico, il fisioterapista e il farmacista sapranno sicuramente indicarvi quello più corretto e valido per voi.
Silvia







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