Oggi sempre di più, purtroppo la sanità va di pari passo con l’economia, a volte nel bene, ma a volte, troppe, nel male.
Quest’oggi permettetemi uno sfogo personale.
Ho scelto di fare questo lavoro perché credo che la mia missione sia proprio far stare meglio le persone, ogni giorno al lavoro ce la metto tutta, a volte servono le mie mani, a volte servono le mie parole, spesso entrambe, non ho mai proposto un trattamento o consigliato un medico per guadagnarci qualcosa, l’ho sempre fatto nell’interesse della persona. Alcune volte mi sono trovata a consigliare specialisti diversi per problematiche apparentemente uguali, ma con una piccola sfumatura che richiedesse l’intervento di due figure differenti. Non ho mai pensato di poter sostituire un medico o di sconsigliare un collega.
La realtà attuale, però, spesso è molto diversa, troppo spesso vige la regola del “do ut des”, ovvero passaggi di pazienti tra specialisti solo perché così il guadagno è per entrambi, sino ad arrivare a prescrizioni forzate ove non estremamente necessarie giusto perché “male non fanno” e vale sempre il discorso del guadagno multiplo.
In tutto questo, la cosa più triste è la presa in giro di persone che, inconsapevoli, vengono indirizzate verso milioni di terapie inutili; capisco le persone che si fidano del medico, purtroppo succede ogni giorno anche a me e anche io ci cado ancora in pieno.
E’ triste, avvilente e denigrante per il mio lavoro.
Silvia







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