COME E’ CAMBIATA LA NOSTRA ALIMENTAZIONE? APRIAMO GLI OCCHI PER I NOSTRI FIGLI!

Oggi vi propongo uno spunto selezionato dalla Dott.ssa Marras per noi, alla fine credo che ognuno di noi possa riflettere su molti aspetti.

<<Alimentarsi è un bisogno primario che l’industria sfrutta proponendo cibi allettanti dal punto di vista olfattivo e visivo che violentano le papille gustative e inducono forme di dipendenza con etichette fumose e confezioni che dissociano il vero contenuto dall’immagine del prodotto. L’uomo, invece, deve ricordare di essere una grande scimmia, frutto di un lungo percorso evolutivo durante il quale è stato forgiato dall’ambiente, ambiente che è stato completamente stravolto negli ultimi ‘50 anni e per il quale non ci siamo minimamente adattati né geneticamente né fisiologicamente.

Tante patologie, disturbi del sonno, dell’umore, sindromi collegate agli ormoni (come quella pre-mestruale), degenerazioni dei tessuti e casi di malnutrizione, obesità e sovrappeso, sono frutto di un approccio alimentare sbagliato spesso basato su falsi miti come il binomio carne=forza o frutta secca=calorie. Infatti, assistiamo quotidianamente a massicce campagne pubblicitarie fuorvianti (sarà proprio della “Lola” il latte sui bancali e le merendine sono “bontà a cuor leggero”, i prodotti light sono davvero dietetici? Per il bruciore di stomaco la soluzione migliore è assumere farmaci?) che insieme ad un abbassamento della qualità degli alimenti, sedentarietà e totale disinformazione sulla prevenzione e gli effetti collaterali di cibi sbagliati e tossici portano a un mix mortale con un pianeta che si sta ammalando di diabete, cancro, malattie cronico degenerative, allergie e depressione.

Alimentarsi bene non significa spendere in prodotti di nicchia e tantomeno diventare degli chef provetti, basta rispettare quello che il nostro corpo chiede senza pensare di poter risolvere i pasti semplicemente andando al bar.

Per l’industria noi siamo clienti quindi lo scopo è trarre maggior profitto con il minimo della spesa. Basti pensare che una nota multinazionale del tabacco, ha acquisito alcune industrie alimentari, integrando le informazioni sulle sostanze d’abuso, come lo è il fumo, con quelle legate all’attrazione verso il cibo per simulare il piacere scindendolo dalla necessità! Se ci pensate vicino alla cassa non vendono finocchi e mele, ma merendine che compulsivamente vengono comprate in un orario critico, come quello del tramonto, che per molti è una fase psicologicamente, fisicamente ed emotivamente sensibile.

La fascia più tristemente colpita è quella più giovane, non è raro vedere bambini maschi con cellulite e bambine non ancora adolescenti con seni già sviluppati e peluria, quindi bisogna fermarsi un attimo a chiedersi cosa sia cambiato. La risposta è nel nostro piatto dove abbondano, anche inconsapevolmente, montagne di proteine animali abbinate a farine raffinate: cornetto e cappuccio alla mattina, pasta col ragù a pranzo, un calice di vino con qualche crostino e la sera “per stare leggeri” una fettina di carne; il risultato è che si mangiano carne e derivati fino a 4 volte al giorno 7 giorni su 7! E se si va fuori a cena, perché non andare al “brasiliano” dove si è sommersi da carne allo spiedo (che chiaramente non è stata allevata libera in Argentina o nei pascoli del Sud-America) pagando pochi euro o meglio ancora farsi recapitare a casa una bella pizza casomai al salame piccante? Meccanismi ormai diventati normali, ma che non lo sono.

Tutte le nostre scelte hanno delle conseguenze, sulla salute e sul pianeta che non può tamponare questa richiesta assurda; ogni anno uccidiamo 7 miliardi di animali per consumo alimentare, una quantità così enorme (contando che ci sono zone del mondo dove le persone vivono in carestia) non è sostenibile, per arrivare a queste statistiche sono nati gli allevamenti intensivi dove esseri viventi sono chiusi in capannoni e imprigionati in gabbie senza la possibilità di muoversi (meno consumo, crescita più veloce – basti pensare che un maiale vivrebbe in natura 15 anni, in un allevamento arriva a circa a 2 anni), alimentati a forza e riempiti di antibiotici, di antidepressivi e di ormoni della crescita che non di rado rimangono nei loro corpi e finiscono sulle tavole. Senza tenere conto che il 51% di anidride carbonica nell’atmosfera proviene dalle emissioni provocate dagli animali allevati.

La mucca, dopo una vita passata a partorire cuccioli per produrre latte per l’uomo, non è più in grado di reggere i ritmi richiesti dal mercato e ha perso così tanto calcio da avere le ossa che si spezzano sotto al suo peso. Destinate al mattatoio vengono spinte, trascinate con una catena e legate a una o a due zampe, caricate con mezzi meccanici come pale di trattori e scaricate nel camion con l’ausilio di elevatori, verricelli e altri mezzi. Vere e proprie torture che non di rado vengono accompagnate dall’uso di bastoni o pungoli elettrici utilizzati in varie parti del corpo. Come se non bastasse, una recente indagine ha trovato nelle carni di questi animali, cariche batteriche cinquanta volte superiori a quelle consentite dalla legge[1]. Quindi, quando vostro figlio non vorrà bere il latte perché gli viene male alla pancia, non costringetelo a fare qualcosa che chiaramente il suo corpo rifiuta.

I bambini sono il nostro futuro, devono capire cosa c’è dietro al cibo che mangiano e non dissociare un anonimo pacchetto di inalterabile polistirolo dal pollo (che poi il pollo non esiste è solo un termine legato alla produttività), perché quello che stanno acquistando è un essere vivente. Cerchiamo, anche, di non cedere a prodotti confezionati e industriali privi di nutrienti che miscelano sale, grasso e zuccheri per innescare una reazione nel nostro cervello. Quando eravamo piccoli il pane era pesante, ruvido e se lasciato nel forno faceva la muffa diventando molle, adesso possiamo dimenticare un pacchetto di cracker, una pagnotta o dei biscotti per settimane, mesi senza che subiscano modifiche, non vi fa insospettire che degli organismi così semplici come muffe e batteri non attacchino più questo cibo…?Le nostre scelte, soprattutto quelle alimentari, sono importanti per influenzare il mondo che ci circonda, la società che ci governa e la nostra salute, quindi come consumatori dobbiamo essere consapevoli.Quando andiamo al supermercato pensiamo bene a cosa stiamo facendo e diventiamo protagonisti del cambiamento che vorremmo vedere regalando un futuro a una terra che sta scomparendo.>>

Il contributo è tratto dal sito www.alimentiesicurezza.it ed è stato scritto dalla Dr.ssa Michela Kuan, Biologa con dottorato in Biodiversità ed evoluzione, specializzata in Alimentazione vegetariana e vegana.

Grazie Viviana.

Silvia

http://www.centropascal.it

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About Me

Sono Silvia, Fisioterapista e Life Coach, ciò che mi piace di più fare nella vita è incontrare le persone e accompagnarle nel percorso del benessere con il sorriso e con il meraviglioso supporto della natura.

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