CONTRATTURA, STIRAMENTO, STRAPPO: QUALI LE DIFFERENZE?

Troppo spesso questi 3 termini vengono utilizzati in maniera intercambiabile o casuale quando invece hanno dei significati decisamente diversi e una prognosi altrettanto diversa.

Vediamoli uno per uno.

LA CONTRATTURA.

La contrattura di un muscolo consiste in una sorta di indurimento che permane per qualche tempo e generalmente è accompagnata da una sensazione di fastidio o dolore nella zona “incriminata”, ma potrebbe essere riferito anche a distanza. La contrattura è, per spiegarla in maniera semplice, una condizione determinata da un mancato rilascio delle fibre muscolari, che rimangono quindi contratte lasciando una sensazione di muscolo corto e duro, non comporta una lesione delle fibre muscolari.

LO STIRAMENTO.

Lo stiramento è la condizione in cui un muscolo, spesso durate una contrazione, viene eccessivamente allungato, non vi è lesione delle fibre, ma si verifica una condizione di allungamento anomalo che conduce comunque a dolore e difficoltà nell’utilizzo della muscolatura coinvolta.

LO STRAPPO.

Lo strappo consiste invece in una lesione vera e propria delle fibre muscolari che si rompono e si lacerano come quando si strappa della stoffa. In questa condizione vi è un vero proprio trauma con sanguinamento interno e conseguente riparazione con tessuto cicatriziale. Questa riparazione significa che il tessuto cicatriziale non sarà tessuto elastico, come le fibre “originali”, ma un tessuto decisamente più rigido e meno malleabile.

Lo strappo è ben distinguibile con una ecografia che è in grado di evidenziare il “buco” formatosi e l’eventuale sanguinamento o ematoma.

In tutte e tre le condizioni l’intervento di un fisioterapista è assai utile per gestire le tempistiche di recupero e il ritorno alla normale attività sia di vita quotidiana che sportiva.

Ma la domanda più frequente che ci viene posta è: “perché i calciatori guariscono prima delle persone normali?”.

Non è vero che gli sportivi guariscono prima di noi, il tessuto ha una tempistica di recupero biologica più o meno uguale per tutti, la differenza consiste nel quante ore al giorno vengono dedicate al recupero. Intendo dire che uno sportivo professionista quando infortunato non può fare il suo lavoro, il suo unico obiettivo è ritornare alla sua attività sportiva, quindi la sua giornata sarà dedicata al 100% al recupero, comprensivo di fisioterapia ed esercizi utili per la guarigione; per chi non è un professionista vuol dire che il suo primo obiettivo è quello di rientrare al suo lavoro che lo terrà impegnato indicativamente 8 ore al giorno e solo una quota parte del rimanente tempo potrà essere dedicato al recupero dall’infortunio, quindi diciamo meno dalla metà del tempo dedicato dal professionista. Ecco qui spiegata la differenza nei tempi di recupero.

In caso di infortunio quindi non aspettate, chiedete un consulto, una valutazione per capire cosa è successo e recuperare il prima possibile.

Silvia

www.centropascal.it

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About Me

Sono Silvia, Fisioterapista e Life Coach, ciò che mi piace di più fare nella vita è incontrare le persone e accompagnarle nel percorso del benessere con il sorriso e con il meraviglioso supporto della natura.

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