In settimana ho ricevuto la chiamata di una signora che ha bisogno del mio aiuto per una mano, “Volentieri, la mano è il mio mondo preferito, mi dica cosa è successo”, “Sono caduta 2 volte a distanza di pochi giorni, l’ultima 2 settimane fa, e la mano mi fa molto male sia quando sto ferma che quando la muovo”.
Ok, antenne alzate e ben dritte, ora vi spiego perchè. All’interno del polso ci sono, in pochissimo spazio, 8 “piccoli ossicini” che ci permettono di eseguire la miriade di movimenti che compiono le nostre mani; ognuno di loro si muove in maniera ben precisa rispetto a tutti gli altri anche grazie ai moltissimi piccoli legamenti che tengono unito questo complesso. Ecco, tra questi ci sono lo SCAFOIDE e il TRAPEZIO.

Lo scafoide è uno dei più birichini di tutti, perchè si muove molto, ha un’estremità che sporge bene nel movimento che facciamo quando appoggiamo le mani a terra in una caduta, è difficile notarne una piccola frattura, se non da un occhio ben allenato, ha una guarigione che può presentare grossi problemi e tempi molto lunghi se non individuata subito.
Il trapezio è l’ossicino che troviamo alla base del pollice, è il responsabile della “famosa” rizoartrosi, ha una forma davvero curiosa e particolare che ci consente di muovere il pollice in tutte le direzioni, è un osso strategico. Purtroppo dopo una caduta, soprattutto in età avanzata, può subire un “picco” di “avanzamento” del consumo articolare (artrosi) e quindi determinare molto dolore.
Per questi motivi, a seguito di una caduta importante, nel caso della mia signora parliamo addirittura di 2 cadute consecutive, con un dolore persistente, è bene dare una “controllata” a queste ossa così importanti, quindi direi che è essenziale un consulto medico ed una eventuale radiografia per accertamento.
Il succo del discorso quindi qual è?
Mi raccomando se doveste cadere appoggiando le mani e il dolore, passata la botta dovesse essere molto forte o non passare, non attendete troppo nel consultare uno specialista della mano, o recarvi presso un ospedale con un reparto di chirurgia della mano.
Silvia







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