Settimana scorsa un caro amico mi ha fatto “visionare” la radiografia di un suo amico operato dopo una frattura del perone a livello della caviglia, il povero sfortunato è stato operato perchè la frattura era decisamente “bruttina” (passatemi il termine poco medico, ma direi molto comprensibile) e il solo gesso non sarebbe stato sufficiente.
Ma la domanda è stata: cosa deve iniziare a fare quando gli toglieranno l’immobilizzazione?
Ok, la domanda per prima cosa mi lusinga, fa sempre piacere cercare di essere d’aiuto, in secondo luogo, questa è un domanda che spesso ci viene posta in qualità di fisioterapisti, ma la risposta non è così semplice; la riabilitazione non ha programmi preimpostati, certo ci sono linee guida generali, ma ogni persona è diversa, ogni persona ha la SUA guarigione, la SUA soglia del dolore, la SUA paura, non è solo il tipo di frattura e di riparazione che determinano il percorso, ma l’insieme di tanti fattori.
L’altra domanda su cui riflettere è: la fisioterapia è davvero indispensabile?
La risposta è NO, altrimenti non sarei davvero sincera, ed invece mi piace esserlo con le persone che incontro, ma di certo un buon programma riabilitativo rende il recupero più VELOCE e decisamente più FACILE; mi spiego meglio, prima o poi, a meno che una persona non ami farsi servire in tutto e per tutto, si ritorna a camminare, a guidare, ad essere autonomi, ma diverso è arrivarci in qualche settimana piuttosto che in 4 o 6 mesi, che dite?
Lo scopo della fisioterapia è quello di abbreviare il più possibile il tempo di recupero e di ritornare in forma al 100%, pensate alla paura che può avere una persona a stare in piedi da sola e camminare con una caviglia che non usa magari da un mese e non è sicura che possa reggere il suo peso. Vi garantisco che la sensazione non è piacevole e avere il fisioterapista che sa cosa si può fare e come, cambia tutto.
Quindi, non esitate mai a chiedere un consulto, un suggerimento, un consiglio, saremo più che felici di aiutarvi e farvi stare meglio, non tenetevi mai i dubbi, affrontiamoli insieme.
Silvia







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